Il Nord prepara le barricate per il suo scalo

da Milano

Alitalia, il giorno dopo. Sulla scia di un destino che sembra ormai segnato, le agenzie hanno rilanciato per tutto il giorno una valanga di reazioni contrarie alla cessione ad Air France. Tutto il Nord è schierato per l’«italianità» della compagnia, sulla quale si era spesa tanta parte della campagna di Air One, e per la difesa del ruolo e delle dimensioni dell’aeroporto di Malpensa. Secondo il piano di Air France, che ricalca il piano di sopravvivenza varato in luglio da Alitalia, Malpensa (24 milioni di passeggeri nel 2007) perderà il suo ruolo di hub, ovvero tutto il traffico di interconnessione operato, appunto, dalla compagnia: significherà veder crollare di colpo il lavoro del 30%, ovvero perdere 8 milioni di passeggeri, con inevitabili contraccolpi sull’occupazione.

La battaglia per l’hub è guidata dalle forze politiche e sociali del Nord, la Lega e Regione Lombardia in testa.
«Mi sembra una scelta folle - ha detto il presidente della Regione, Roberto Formigoni, commentando la decisione di avviare la trattative in esclusiva con Parigi -. Air France ha interesse a sviluppare i propri hub di Parigi e Amsterdam avendo poi una piccola propaggine al sud, a Roma, e togliendo di mezzo il proprio concorrente più importante, Malpensa». Tuttavia, ha aggiunto, «Malpensa comunque si svilupperà, ma vorremmo evitare questi due anni di sofferenza; se venisse scelta Air France noi dovremmo costruire un’altra compagnia capace di servire il Nord del Paese, la parte più sviluppata».


Per Roberto Calderoli (Lega) si tratta di «un attacco organizzato nei confronti del Nord». Il segretario nazionale del partito e vicecapogruppo alla Camera, Roberto Cota, propone una mobilitazione di tutti gli amministratori del Nord Italia per sensibilizzare il governo. Il segretario provinciale Matteo Salvini propone «le barricate». Giorgio Jannone, componente del direttivo Forza Italia della Camera e della Commissione Finanze, rilancia: «Siamo pronti a organizzare con gli azionisti e con i dipendenti dell’Alitalia una causa, una class action contro il governo Prodi che ha colpevolmente svalutato le azioni e che sta demolendo lo scalo di Malpensa».

Critiche sulla scelta di Air France-Klm arrivano anche dal segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: «È una decisione irresponsabile, un errore imperdonabile. Questa scelta costerà molto cara al governo. Questa è la sua sconfitta, è una sconfitta per gli interessi nazionali. Il governo ha preso una decisione irragionevole, per di più senza trasparenza». Anche Gianni Alemanno (An) si dichiara in disaccordo con la scelta fatta, e la definisce «un fatto gravissimo, contrario agli interessi nazionali».