Il Nord sfida il governo: «Bisogna fare la Tav e rilanciare Malpensa»

Sette governatori di entrambi gli schieramenti chiedono un incontro urgente con il premier: «La situazione è grave, si sta bloccando lo sviluppo»

Emanuela Fontana

da Roma

Lombardia e Emilia Romagna, Liguria e Veneto: giunte politicamente contrapposte, ma che hanno trovato richieste comuni da presentare al governo nel campo delle infrastrutture. I presidenti di sette Regioni del nord con le province autonome di Trento e Bolzano hanno firmato un documento congiunto da sottoporre a Romano Prodi. Le priorità: l’aeroporto di Malpensa, che deve diventare «la principale base operativa di Alitalia» e la Tav, la linea d’alta velocità Torino-Lione. Ora chiedono dunque «un incontro urgente con il presidente del consiglio», ha chiarito il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni.
Il governo, accusato di aver trascurato troppo l’asse settentrionale del Paese, sembra essere costretto dunque a un avvicinamento alle posizioni nordiste. Un indizio in questo senso è il «master plan», il documento sulle priorità infrastrutturali che il ministro Antonio Di Pietro ha presentato ieri, per una spesa complessiva di «50-60 miliardi in cinque anni», di cui «12-13 miliardi» per il 2007. Tra le priorità c’è la pedemontana lombarda, a cui, ha spiegato Di Pietro, andranno un miliardo e cento milioni, ma anche la «Brebemi», il collegamento autostradale Brescia-Bergamo-Milano. Nuovo ossigeno al nord, anche se, in realtà, di miliardi per la grandi opere, ne servirebbero «200», ha ammesso il ministro. Il rischio è che il piano presentato ieri, molto più «magro» rispetto alla più corposa legge obbiettivo, sia la meta minima, ma forse anche la massima, del governo nel campo delle infrastrutture: «Dobbiamo avere almeno dieci miliardi all’anno - ha chiarito Di Pietro -. Solo per la linea Alta velocità Torino-Napoli servono sei miliardi. Il sottosegretario Tononi oggi in una riunione della conferenza Stato-Regioni ha detto che i soldi saranno trovati con indebitamento. Stiamo facendo uno sforzo enorme per trovare le risorse, nelle opere avviate dal precedente governo non abbiamo trovato soldi». Il piano quinquennale prevede sostanzialmente di andare avanti sulle opere esistenti, senza l’apertura di grandi nuovi cantieri. Compresa la Tav, l’alta velocità Torino-Lione, che è inserita nel piano delle grandi opere, ma che dovrà ripartire dalla Via, la valutazione d’impatto ambientale, perché era stata esclusa dalla legge obbiettivo e dunque dovrà sottostare a procedure più lunghe. Ne vengono definite prioritarie due tratte, la nuova linea Torino-Bussoleno e la tratta Bruzolo-confine di Stato (sezione internazionale), per le quali la «Via» si concluderà «per aprile 2007».
Nel progetto sulle priorità, ha spiegato Di Pietro, «non c’è nessun riferimento all’erba voglio di qualcuno per motivi elettorali. Queste sono le opere davvero prioritarie. Prendiamo l’esempio della metropolitana di Campobasso. Io non l’ho messa tra le priorità, eppure sono del Molise».
Le Regioni del nord hanno dunque alzato la testa. Il documento congiunto è firmato dai presidenti di Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Val d’Aosta e province autonome di Trento e Bolzano. «La gravità della situazione - si legge - è confermata da un’analisi oggettiva della realtà», esordisce il testo.
«La carenza di infrastrutture è un freno allo sviluppo economico», ha sottolineato anche il governatore della Liguria, Claudio Burlando. C’è l’intesa su moltissimi aspetti, come sulla necessità dello sviluppo ferroviario, in cui si chiede l’esecuzione della Tav e delle «tratte più critiche dal punto di vista procedurale», come il collegamento Genova-Sempione/Gottardo-Rotterdam e il nodo ferroviario di Genova. Ma, soprattutto, il documento vuole che il governo punti sugli aeroporti del nord, a partire da Malpensa: una sfida al governo e all’idea di spostare l’asse dell’hub nazionale su Roma e Fiumicino. L’obbiettivo del potenziamento degli aeroporti del nord, da Venezia a Bergamo, a Torino, si legge nel testo congiunto, «va perseguito prioritariamente attraverso il trasferimento presso lo scalo della principale base operativa di Alitalia». Nel documento si chiede anche il «trasferimento alle Regioni del potere concessorio, oggi in capo ad Anas, su tratte di prevalente interesse regionale».