Il Nord sulle barricate per salvare Malpensa

Il piano non piace neanche ai sindacati: «Posti a rischio, incroceremo le braccia»

È decollato dal Nord il piano contro la decisione del Cda Alitalia. E a sentire parlare i protagonisti del contrattacco, sarà un volo diretto: Malpensa-Charles De Gaulle, solo andata. «Non torneremo indietro, c’è in ballo il futuro economico di tutto il nord - tuona il consigliere comunale della Lega Matteo Salvini -. Siamo pronti a fare qualsiasi cosa». Ecco un esempio: «Se Malpensa fosse ridotta ad aeroporto condominiale seguiremo l’esempio dei camionisti bloccando le autostrade. Faremo le barricate». Quando? «Non possiamo chiedere alla gente di fare un tale sacrificio durante le feste, ma siamo pronti a muoverci con l’inizio dell’anno per dare un segnale forte a Roma». Il quindici gennaio, infatti, il governo sarà chiamato a pronunciarsi sulla delibera che il Cda Alitalia ha preso all’unanimità l’altra sera, dopo otto ore di consiglio di amministrazione. «Ancora una volta - dice amareggiata Mariastella Gelmini, coordinatore regionale Fi - questa maggioranza non ha valutato l’importanza del Nord, senza capire che penalizzare Malpensa equivale a colpire le regioni più produttive». Roberto Calderoli passa alle minacce: «Quando la corda si spezzerà, qualcuno piangerà!». E la corda potrebbe spezzarsi qualora Roma avvallasse la scelta del board guidato dall’amministratore delegato Maurizio Prato. In tal caso, sostiene la Lega, verrebbe sancita la morte dello scalo varesino inaugurato il 25 ottobre 1998 proprio per far fronte alla massiccia richiesta degli utenti. «È chiaro - spiega il nuovo segretario Fit-Cisl Roberto Rossi - che Air France-Ktl mira a penalizzare Malpensa in favore dell’aeroporto Charles De Gaulle». Il presidente di Jean-Cyril Spinetta l’ha già detto chiaramente: il nuovo piano prevede solo tre destinazioni intercontinentali (Tokio, Delhi e San Paolo del Brasile). «Una decisione folle - secondo Roberto Formigoni - concepibile solo da una compagnia come Air France-Klm che ha interesse strategico a togliere di mezzo il proprio concorrente più importante». Una strategia logica quella francese, «assurda invece - denuncia il presidente della Regione - quella di Alitalia che si mette in mano al proprio nemico storico limitandosi a diventare una compagnia regionale».
Nessun disagio per i passeggeri che ieri hanno scelto l’hub lombardo per decollare verso le vacanze, ma non è detto che presto non vengano indetti nuovi scioperi per protestare contro la delibera del cda. «Vogliamo agire nella legalità - assicura Rossi - ma se ci sarà la necessità, siamo pronti a incrociare le braccia». La definisce «una questione fondamentale» il neo segretario, perché «non si tratta di difendere solo una categoria corporativa, qui viene messo in gioco l’intero indotto dei lavoratori di Malpensa». Tutti d’accordo contro la delibera che consegnerebbe Alitalia nelle mani di Air France-Klm. Tutti, senza alcuna distinzione politica. «Solo una risposta forte delle istituzioni locali - sostiene il capogruppo dello Sdi in consiglio provinciale Roberto Caputo - forse potrà evitare l’ennesimo depauperamento delle infrastrutture Lombarde». Secondo Caputo infatti, «tocca ai presidenti dei consigli comunali e provinciali di Milano e Varese far approvare una mozione urgente da inviare a Prodi perché il governo possa modificare questa scelta scellerata». Un altro appello arriva dal presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: «Il governo non segua una linea rinunciataria e miope che danneggerebbe l’Italia intera». \