Nordafricano assassinato a colpi di pistola nei campi

L’uomo, forse uno spacciatore, ucciso con numerosi proiettili al torace e alla testa

Si tratterebbe di un magrebino di circa trent'anni, il cadavere trovato ieri mattina nel parco del Lago Mulino di San Pietro Cusico, una frazione di circa 600 anime del comune di Zibido San Giacomo. Secondo i primi accertamenti, sembrerebbe proprio trattarsi di un'esecuzione malavitosa: il corpo infatti, presenterebbe evidenti segni di arma da fuoco alla nuca e al torace. «Stavo andando a fare il mio solito giro mattutino - racconta il pensionato che ha rinvenuto il cadavere -, ho visto una bicicletta appoggiata ad un albero, ma non vi ho fatto troppo caso. Al ritorno però verso le 10.30, ho notato che era ancora lì e mi sono avvicinato. Sono rimasto scioccato, c'era un ragazzo di carnagione scura riverso sul terreno con la testa appoggiata a terra, sembrava dormisse. Poi invece guardando bene, mi sono accorto che gli usciva sangue dal naso e dalla bocca e ho subito chiamato la polizia locale». Secondo i primi accertamenti, sembrerebbe trattarsi di uno spacciatore ucciso per un regolamento di conti. Proprio in quella zona, i residenti, lamentavano da tempo un'intensificarsi dello spaccio. «Abito a San Pietro - racconta un abitante - ieri sera stavo percorrendo la pista ciclabile che passa accanto alla campagna e ho visto proprio nelle vicinanze del luogo dove hanno rinvenuto il cadavere, un gruppo di una ventina di persone che stavano discutendo, erano circa le 18.45 ma non vi ho fatto troppo caso anzi, ho accelerato il passo, con tutto quello che succede di questi tempi». Secondo le prime ipotesi legate allo stato di conservazione del cadavere, la morte dell'uomo potrebbe proprio risalire a due sere fa. «Una morte annunciata - commenta un residente - siamo esasperati. Un anno fa, ne hanno ammazzato un altro, più volte abbiamo visto fenomeni di spaccio, macchine in contromano nella pista ciclabile che nell'ombra scaricavano individui, losche figure che a tarda sera percorrevano i campi. Abbiamo segnalato tutto ai carabinieri e alle autorità competenti, ogni tanto fanno qualche retata ma poi, il fenomeno riprende».