«Normale missione anti talebani»

da Kabul

«Noi stiamo continuando a fare la nostra missione, come sempre. In questo momento le operazioni di controllo e vigilanza gravitano un tantino di più verso sud, ma sempre nel nostro settore di competenza, per evitare infiltrazioni dall’Afghanistan meridionale di forze ostili», spiegano da Herat fonti militari. In pratica i soldati spagnoli e italiani di base nell’Afghanistan occidentale stanno cercando, assieme alle forze di sicurezza afghane, di chiudere qualsiasi via di fuga dei talebani dalla provincia di Helmand, dove la Nato ha scatenato l’operazione Achille con 5mila uomini, per smantellare i santuari fondamentalisti nel nord della provincia. Helmand confina con la provincia di Farah, sotto il comando italiano del generale Antonio Satta. Per evitare che i talebani riescano a ripiegare verso zone più tranquille, ricreando gli stessi santuari di Helmand, bisogna sbarrargli la strada. Ieri un dispaccio dell’agenzia di stampa spagnola Efe parlava di truppe italiane e spagnole impegnate in un’operazione di «impermeabilizzazione» della frontiera fra il settore sud e ovest dell’Afghanistan. «Parlare di appoggio all’operazione Achille è un po’ tanto, ma sicuramente stiamo esercitando un po’ di attenzione in più, utilizzando le nostre forze sul terreno che sono composte sia da soldati spagnoli, che italiani», spiegano i militari da Herat. Inoltre si sottolinea che la missione non cambia: «Il nostro obiettivo è sempre stato quello del controllo e della vigilanza. Nel caso specifico si tratta di evitare infiltrazioni». In particolare nei distretti dove i talebani hanno già alzato la testa, come quello di Bakwa, per evitare di ritrovarsi con la guerra spostata dal sud verso Herat.
In realtà l’operazione per evitare le infiltrazioni è iniziata il 12 febbraio e si concluderà il 10 aprile, ma coinvolge anche unità Cimic, per la ricostruzione e squadre Psyops, che prendono contatto con i capi tribù e gli anziani dei villaggi presentanosi come amici e non invasori. Da Roma, però, sono giunte smentite all’impegno italiano in appoggio all’operazione Achille, mentre montava la polemica politica. Fonti del ministero della Difesa hanno confermato all’agenzia di stampa Ansa che un’operazione per evitare la fuga di talebani dalle regioni confinanti è in corso, ma non sarebbero utilizzati soldati italiani. Invece da Herat fanno notare che tutto il contingente italo-spagnolo viene impiegato, a seconda delle necessità. Non potrebbe essere diversamente tenendo conto, per esempio, che la forza di reazione rapida, composta da una compagnia di paracadutisti spagnola, assieme ai fanti della Sassari, è sempre pronta a intervenire, elitrasportata, dalla base avanzata a fianco dell’aeroporto di Herat\