«Norme deboli, sono criminali e vanno arrestati»

Domenico Musicco: «Negli altri Paesi europei è previsto anche il carcere immediato per almeno tre mesi, ma non in Italia dove ogni anno ci sono oltre 7mila morti in strada. Il nostro codice è più interessato a fare cassa che a prevenire gli incidenti»

«Due vittime, due fughe e in tutto soltanto 4 mesi di arresti domiciliari. Non solo. Nonostante la sua condotta piratesca continua a circolare per le strade, munito di regolare patente». È indignato Domenico Musicco, il legale dell’Aifvs, l’Associazione dei familiari delle vittime della strada.
«Solo in Italia - aggiunge polemico Musicco - si possono verificare situazioni simili a questa, anche perché c’è una legislazione imperniata su un perdonismo inaudito che non tiene conto del reale danno causato. Da noi il codice della strada è più interessato a sanzionare gli automobilisti per far cassa, che non per fare prevenzione».
Domenico Musicco, a nome del suo sodalizio, ha provato a sensibilizzare il ministro dei Trasporti sull’inadeguatezza delle sanzioni per chi si rende colpevole di episodi di pirateria stradale. Ma più che sorrisi di sufficienza, non ha ricevuto. «In altri Paesi, come l’Inghilterra, la Francia, la Spagna e gli Stati Uniti c’è l’arresto immediato del guidatore. Noi siamo il fanalino di coda dell’Europa e abbiamo un sistema che fa acqua da tutte le parti, perché manca quella sanzione “afflittiva” che potrebbe portare ad una riduzione dei comportamenti scorretti e, di conseguenza, degli incidenti e delle morti sulla strada».
Sanzioni che ad esempio in Inghilterra hanno fatto diminuire il numero dei morti dagli 8mila ai 2mila all’anno. «In Italia, l’Istat parla di 6mila morti ogni anno, ma è una cifra che non tiene conto dei decessi dopo una lunga degenza - sottolinea ancora il legale -, quindi si potrebbe parlare di 7-8mila morti l’anno, senza contare le 25mila persone che restano invalide».
Per fare fronte ad una simile situazione e avvicinare, almeno a livello normativo, gli altri Paesi europei, l’Associazione dei familiari delle vittime della strada ha predisposto una nuova proposta di legge che sottoporrà adesso al Parlamento che s'insedierà e che prevede l’arresto immediato del conducente di un veicolo in caso di guida in stato di ubriachezza, di assunzione di sostanze stupefacenti e anche di recidiva. «L’arresto automatico e la detenzione in carcere per almeno tre mesi – conclude Musicco -, affidando al giudice soltanto la convalida. Inoltre la sospensione della patente per almeno quattro anni, ed infine il processo con pene più severe».