Northern Rock, i risparmiatori scatenano la corsa ai depositi

da Milano

Anche ieri mattina, per il secondo giorno, i clienti della Northern Rock in Gran Bretagna hanno fatto la fila agli sportelli per ritirare i loro risparmi temendo lo spettro dell’insolvenza, nonostante le rassicurazioni del cancelliere allo Scacchiere Alistair Darling. La Northern Rock è stata soccorsa dalla Bank of England, che ha concesso un finanziamento di emergenza per fronteggiare una crisi di liquidità causata dal crollo dei mutui subprime negli Usa, che ha a sua volta innescato un’ondata di panico tra i risparmiatori.
L’istituto è l’ottava banca del Paese e il quinto maggiore erogatore di mutui. Ma, per erogare mutui, deve prendere a prestito i soldi da altre banche. Che, in questo caso, hanno rifiutato di concederglieli. Da qui la necessità di un intervento della banca centrale. Solo venerdì, i clienti della Northern Rock hanno ritirato circa 1 miliardo di sterline, ovvero il 4-5% del settore risparmi. Le azioni del gruppo sono quindi crollate del 32%. «La Northern Rock è l’unica istituzione a essersi rivolta alla banca centrale», ha detto il cancelliere Darling, «e al momento c’è molto denaro nel sistema».
Intanto, si acuisce il problema americano. Le banche di Wall Street hanno iniziato la ricerca di acquirenti per i debiti generati da una serie di acquisizioni a debito del valore di più di 350 miliardi di dollari, ma è sempre più chiaro che non sarà un’impresa facile. All’inizio dell’anno si sono impegnate a finanziare una serie di operazioni a debito, in un momento positivo nel mercato del credito. Ora che è arrivato il momento di onorare gli impegni la volatilità del credito mondiale ha attenuato l’appetito degli investitori. Il finanziamento dei 24 miliardi di dollari di debito che ha consentito l’acquisizione da 26 miliardi di dollari della società informatica First Data da parte del fondo di private equity Kohlberg Kravis Roberts è stato per esempio posticipato alla settimana prossima.
Intanto Banca d’Italia e governo italiano preferiscono una linea di prudenza, evitando allarmismi. «Le banche italiane sono poco esposte, ma sarebbe da sciocchi dire che non ci sarà niente all’orizzonte», ha detto il governatore Mario Draghi durante l’Ecofin a Oporto. Sulla crisi dei mutui subprime, «non sappiamo se il peggio è passato», ha osservato il governatore commentando che sarà importante la prossima settimana «quando molte banche d’investimento riporteranno i loro risultati semestrali». L’esposizione delle banche italiane ai subprime sarebbe intorno a 1,3 miliardi euro, meno dell’1,5% del patrimonio di base. Ieri ha formulato una valutazione di sistema anche il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. È «evidente» che anche i fondi pensione sono sottoposti «agli stessi rischi» di mercato delle altre attività finanziarie «gestite in modo privatistico» ha detto. E, «come ogni strumento che ha un rendimento, anche i fondi pensione non possono essere banditi da ipotesi di rischio».