Nostalgia Biaggi "Pronto a tornare e se la Ducati..."

«Mi avevano offerto una guida per il 2007. Ma nelle auto troppi ti dicono che fare... Schumi, che maestro»

Benny Casadei Lucchi

Il grande assente, il grande dimenticato, il grande brontolone del motomondiale ha ancora in tasca il record della pista del Mugello, ma su quella pista, oggi, non ci sarà. «Il grande assente» dicono gli amici, «il grande trombato» ribattono i nemici del mondo che impenna, nome e cognome Max Biaggi, se ne resta in quel di Montecarlo, vista mare, in compagnia di Eleonora Pedron, l’ormai onnipresente fidanzata ex miss Italia. Il che basterebbe a strafregarsene del Mugello, delle moto, delle gare, ma per lui no. Stranezze da campione.
O ex campione. Lo sa che alcuni giornali hanno scritto «Max Biaggi, l’ex motociclista»?
«Io ex non lo sono neppure nel pensiero».
Però un po’ ex... nel senso che la moto non ce l’ha?
«Adesso non ce l’ho, ma mi alleno, corro, sudo per questo. Ho anche un gruppo di persone che segue il mercato piloti».
Dunque è in forma?
«Al massimo: molta palestra e, tre o quattro volte a settimana, gare di moto. Certo, non sono Motogp, ma vanno bene anche quelle».
Le moto grandi, quelle vere, però le mancano?
«Sarei ipocrita a dire di no. Però, la dedizione con cui mi alleno e mi applico è la stessa degli anni passati».
La Honda che l’appiedò lo scorso anno ha detto che la scelta dei giovani (Pedrosa & C.) è stata premiante. Meglio i ragazzini dei vecchi come lei.
«Se per mesi operi in modo da far sfigurare il pilota che hai, così che non sia in grado di dare il massimo, allora sì che poi, quando metti in sella un giovane, sembra che vada più veloce. Voglio dire: la Honda non deve prendere in giro gli appassionati di moto italiani, abbia almeno questo buon gusto».
Però nel 2005, moto a parte, non sembrava il vecchio corsaro.
«Ero in formissima, allora come oggi. Loro volevano che sembrasse così... dovevo fare un passo in avanti, me ne hanno fatti fare due indietro».
E adesso il Mugello senza di lei.
«Ho controllato: dal 1992 allo scorso anno, a parte un paio di cadute, sono sempre finito sul podio. È grande il legame con quella pista e quel pubblico. Per questo, se già mi pesava essere rimasto fuori dal motomondiale, in una vigilia come questa mi pesa tutto di più. Mi mancano i riti legati al Mugello: per esempio le tagliatelle a casa di Marino (il fisioterapista), la grigliata con i tifosi alla Casanova Savelli, la mia curva... Ho sentito dire che qualcuno dei miei fan andrà lo stesso. Vuole protestare...».
A quasi 35 anni, un anno fermo, non ha paura di rimanere fuori per sempre?
«No, per nulla. Perché fisicamente non sono mai stato così in forma».
Rossi ha confermato il rinnovo con la Yamaha. La Ducati potrebbe, dunque, cercare lei.
«Non ho avuto contatti, però sono apertissimo a parlare con loro. Mi alletterebbe... Se hanno bisogno sono qui. In fondo, se c’è volontà da entrambe le parti».
Però lei e Capirossi insieme...
«Fantascientifico? Chissà, a volte le strane coppie...».
Che cosa risponde a chi dice che Biaggi è ormai vecchio?
«Non c’è età per andare forte».
E a chi dice che Rossi è più veloce?
«Che non sono tanto sicuro... anzi, non lo sono per nulla».
E a chi dice «senza Max i duelli non hanno più lo stesso sapore»?
«Che il pubblico dei motociclisti se ne intende».
Valentino ha rifiutato la Ferrari e la F1.
«Ho sempre pensato che non ci sarebbe andato: aveva troppo da perdere. Lì, sarebbe stato solo un pilota mediocre».
Rossi ha detto che in F1 il pilota in pista è meno libero di agire.
«Mi fa più ridere pensare che ci sia qualcuno che ci crede».
E i problemi che Vale ha avuto in questo avvio di campionato? Colpa delle distrazioni da F1?
«Ma no. In questi anni ha sempre avuto tanta fortuna, stavolta gli è arrivata un po’ di sfiga. Solo che se succede a lui sembra che venga giù il mondo».