Le nostalgie «sessantottine»

«Se dico ’68? Mi vengono in mente il desiderio di gridare e le grandi rivoluzioni artistiche, monoliti che hanno influenzato la nostra cultura e di cui non ci libereremo mai. Penso a 2001 Odissea nello spazio di Kubrick che rivoluzionò un genere, ma anche al musical Hair simbolo della controcultura hippy». A rievocare il mito di una primavera irripetibile, sbocciata tra aneliti di libertà ed esplosioni creative, è Attilio Fontana co-autore insieme con Franco Ventura, Michela Andreozzi, Giulio Costa e Maria Grazia Fontana, dello spettacolo Italian rock musical. Originale show sulla primavera sessantottina, nato come saggio di fine anno per gli studenti del corso di musical del Saint Louis College of music, che, grazie al passaparola del pubblico, da oggi al 20 dicembre terrà la scena del Teatro Greco.
«Lo spettacolo è stato concepito per raccontare due mondi opposti, l’Italia del boom economico e quella delusa di oggi. Paesi che si specchiano nella stessa contraddizione e uniti dal medesimo ponte temporale, la musica. Dal rock dei Rolling Stones ai testi di Giorgio Gaber, dal twist di Rita Pavone all’heavy metal dei Led Zeppelin» dice Attilio Fontana, romano, musicista e attore il quale, dopo aver collaborato con Lucio Dalla per Tosca amore disperato ha interpretato il ruolo del protagonista nel musical pacifista Hair diretto da Giampiero Solari. «Era destino. Dopo aver recitato e cantato nei panni di Berger ho pensato di realizzare un musical su un tema importante come il Sessantotto, basato però su canzoni e costumi italiani». Immerso in una scenografia minimal che rappresenta lo schermo di una vecchia tivù, Italian rock musical racconta il viaggio di Johnny (simbolo del ’68) alla ricerca della propria identità. Un ragazzo taciturno e indeciso, che parla attraverso le corde della sua chitarra e non sa se partecipare alle manifestazioni di piazza oppure cercare se stesso altrove. La risposta arriverà nel finale, dopo un viaggio a tappe tra vecchie canzoni, citazioni da tubo catodico e riferimenti all'attualità. Presentato in anteprima l’anno scorso, Italian rock musical torna in scena grazie al passaparola del pubblico in una versione più lunga. «Lo spettatore, alla fine del viaggio di Johnny, avrà sotto gli occhi la polaroid di una stagione unica. Il Sessantotto c’è stato e ha detto molte cose - conclude Fontana - qualcuno le ha capite, altri hanno frainteso. Oggi? non è tutto così diverso da allora, è solo scemato l’entusiasmo. La pigrizia prevale sulla voglia di gridare, ma nonostante le promesse non mantenute, il sogno resta acceso».