LA NOSTRA CASA DI VETRO

Cari Zinola e Parodi, evidentemente non siete attenti lettori delle pagine liguri del Giornale. Perchè, se lo foste, sapreste che questa è una casa di vetro, dove - in nome della trasparenza - si dà spazio a tutte le voci, anche a quelle che ci attaccano nel modo più duro. Giusto? Sbagliato? A ognuno il giudizio, ma è una scelta e come tale va presa.
In questo contesto, ovviamente, va preso anche il divertissement di cui siamo stati autori con Paola Balsomini sul «caso» pagelle della Sampdoria. Se ho giocato a rimbrottarla pubblicamente è solo perchè lei era a conoscenza di quello che avrei scritto prima della pubblicazione e la circostanza che non ci fosse assolutamente malafede o malanimo nei suoi confronti, è dimostrato dal fatto che, il giorno dopo, Paola ha potuto liberamente pubblicare, sempre in prima pagina. Certo, io poi ho controreplicato. Ma, per l’appunto, è il gioco del dibattito e della democrazia.
Non vi siete forse accorti che, nella risposta, sarcasticamente, la brava Balsomini mi rinfacciava miei passati errori di valutazione su giocatori della Sampdoria? Su questo non vale la pena di «richiamare l’attenzione»? Siete entrambi ottimi giornalisti, tartufi da notizia, e sapete perfettamente che non è rituale che un cronista possa criticare il suo caporedattore in prima pagina. Altrove, per lo meno. Qui, al Giornale, invece si può fare. Ed è sacrosanto. Perchè, come non ci stancheremo mai di ripetere, solo il dialogo e lo spazio dato a tutte le posizioni, soprattutto a quelle critiche, è capace di arricchire chi legge. E anche chi scrive. Almeno qui da noi, le regole sono queste.
Invece, su un punto concordo perfettamente: la mia stima per Paola Balsomini è testimoniata dallo spazio che le diamo e dall’importanza dei servizi che firma, spesso controcorrente e non in linea con i soliloqui di chi non ammette il contraddittorio. E, proprio perchè avete saputo censurare quei soliloqui, so che saremo sempre dalla stessa parte a lottare per un giornalismo libero.
Con i migliori saluti