La nostra cultura ha sponsor cinesi

Far conoscere la cultura italiana nel mondo costa. Lo Stato vi dedica ormai minime risorse; gli imprenditori concordano con lo Stato. Quindi allestire all’estero mostre, rassegne, conferenze incontra sempre più difficoltà. Succede anche a Hong Kong, area florida da decenni, che attrae anche e soprattutto marchi di lusso, buona parte dei quali italiani. Le imprese italiane o i loro dirigenti locali non sono mecenati: offrono, se le offrono, cifre modeste. Le più recenti manifestazioni culturali italiane a Hong Kong, come la mostra sugli Etruschi e lo spettacolo del balletto della Scala, sono state finanziate da imprenditori locali: David Li, presidente della Bank of East Asia; Paul Kan, presidente della Champion Technology Holding Ltd, uno degli uomini più ricchi dell’Asia; Richard (Man Fai) Lee, presidente del gruppo Wokee Hong Ltd e di Italian Motors, importatore esclusivo di Ferrari, Maserati e Alfa Romeo, componente del consiglio d’amministrazione di circa 150 imprese.