«La nostra Festa azzurra esportata in tutta Italia»

Dica la verità, onorevole Enrico Nan: i suoi colleghi di partito vogliono scippare la Festa azzurra di Pietra Ligure.
Il coordinatore regionale di Forza Italia se la ride. E rilancia: «Le cose non stanno proprio così. Il fatto è che il grande successo della tre-giorni di incontro, dibattito e intrattenimento che si è svolta da venerdì a domenica nella città ligure si può utilmente riproporre a livello nazionale».
Significa che avremo Feste azzurre-modello Pietra Ligure anche in altre città italiane?
«Appunto. E questo non può che farmi piacere. In fondo, è un riconoscimento a quanti si sono impegnati nell’organizzazione nella realizzazione dell’evento».
Lei ha fatto il regista...
«...e, quando occorreva, anche il relatore e un po’ anche il factotum, accanto a altri esponenti della vita politica nazionale e locale che sono stati autentici protagonisti».
Ricordi qualche intervento particolarmente significativo.
«Volentieri. Sono stati più d’uno. A partire da quelli del politologo don Gianni Baget Bozzo, del professor Stefano Monti Bragadin, del segretario della Lega nord Francesco Bruzzone e del giornalista, scrittore nonché segretario dello Sdi Paolo Lingua, nella tavola rotonda moderata dal vostro caporedattore Massimiliano Lussana».
La Festa era aperta a tutti.
«Assolutamente sì. Aperta a chiunque anche a livello di relatori. Tant’è che abbiamo ospitato volentieri, fra gli altri, Massimiliano Costa, attuale vicepresidente della giunta regionale. Inoltre, mi piace ricordare le presenze dell’onorevole Giorgio Bornacin (Alleanza nazionale) e del vicecoordinatore nazionale del partito azzurro, l’onorevole Fabrizio Cicchitto».
Che poi è fra i più convinti a esportare la Festa in altre città del Paese.
«Sì, proprio lui. Cicchitto è intervenuto al dibattito, ha verificato la risposta della gente, che è stata davvero entusiasta, persino superiore alle previsioni».
Per questo, le ha chiesto di replicare.
«Ora metto a punto un modello, un progetto per proporre l’evento di Pietra Ligure su scala nazionale. E questo soprattutto per alcune considerazioni che abbiamo verificato qui da noi in Liguria, ma hanno validità anche altrove».
Spieghi meglio.
«Certo. Possiamo partire dalla considerazione del riscontro popolare. Si diceva che le persone si sono staccate dalla politica, dai partiti. In particolare, era diventato quasi un luogo comune ammettere che il nostro partito aveva perduto parte del contatto con la gente, con i suoi elettori».
Si è detto: mancanza di dialogo, di partecipazione. Si è anche detto che Forza Italia e il centrodestra in generale non riuscivano a comunicare quanto di buono avevano pur fatto.
«E invece, il dato più confortante della tre giorni di Pietra Ligure è stato proprio aver constatato la partecipazione della gente, aver riallacciato alla grande il rapporto con le persone».
Allora, Nan, la ricetta è riproducibile.
«In Piemonte, innanzi tutto, come mi hanno già invitato a fare. Ma il coinvolgimento della gente, la voglia di parlare di politica, di problemi sociali, di costume, il piacere di ritrovarsi insieme ad ascoltare e discutere, magari prima o dopo aver assaggiato qualche specialità enogastronomica, sono piacevolmente contagiosi. Insomma: da Pietra Ligure al resto d’Italia, la Festa azzurra ha il futuro assicurato».