La nostra lotta agli abusi

Addolorato più che infastidito. Per i giudizi che trovo nell’articolo La minaccia ambulante di Carlo Maria Lomartire, pubblicato su il Giornale. A partire da quella sentenza che relega il tema della dimensione sociale del commercio ambulante ad una vecchia retorica. Eppure, proprio quel commercio sotto casa e in area pubblica fa parte della quotidianità di tanti consumatori, nella fatica di una città metropolitana che allunga la distanza tra ricchi e poveri, e nell’impegno di una strada di integrazione possibile.
Ringrazio comunque Lomartire per l’attenzione. E non mi tiro indietro di fronte alle nostre probabili responsabilità nel non aver saputo spiegare a quei cittadini le ragioni chiare e legittime della nostra posizione sul mercato di via Benedetto Marcello.
E se forse resta il tema della città viva, aperta e sicura, certamente il contributo dei 96 mercati settimanali per 12mila punti vendita resta decisivo. E proprio per questo vogliamo difendere con decisione il diritto ad una città di tutti e siamo sempre stati noi a denunciare l’abusivismo, la contraffazione e, al tempo stesso, ad incoraggiare i nostri operatori – se ce ne fosse bisogno – ad essere i primi a rispettare le regole. All’invito de il Giornale di confrontarci sulle sistemazioni, i tempi ed anche i luoghi, aderiamo volentieri e siamo disponibili a ragionare insieme alle istituzioni con le quali peraltro abbiamo già discusso e definito.
*Presidente di Apeca Associazione
del commercio ambulante
dell’Unione del commercio di Milano