LA NOSTRA LOTTA SI FA LAVORANDO

Innanzitutto, le scuse. Ci scusiamo perchè in questi giorni stiamo dedicando molto spazio a noi. Nel senso di noi giornalisti. Nel senso di noi ordine dei giornalisti. Nel senso di noi associazione dei giornalisti. Nel senso di noi corporazione dei giornalisti.
Ieri, oggi e domani abbiamo ospitato, stiamo ospitando e ospiteremo articoli e opinioni sullo sciopero dei giornalisti e sulla decisione del sindacato ligure di deferire ai probiviri 35 iscritti per la mancata adesione agli scioperi, perchè pensiamo sia un argomento che va molto al di là delle nostre faccende professionali, che non meriterebbero nemmeno una «breve». Pensiamo che, su questa battaglia contrattuale, si stia combattendo una partita molto importante, che va oltre le questioni normative ed economiche alle quali - se fossi un lettore - sarei assolutamente disinteressato. Soprattutto, pensiamo che i lettori vengano prima di tutto e che non sia giusto privarli del loro Giornale, nemmeno per un giorno, per le nostre rivendicazioni contrattuali.
In nome dell’assoluta trasparenza che abbiamo scelto nel rapporto fra noi e voi, posso tranquillamente dire che sono orgoglioso che tutti i colleghi che lavorano nella redazione genovese - dico tutti, nessuno escluso - abbiano deciso che venivano prima i loro lettori e solo dopo le loro rivendicazioni sindacali. Senza usare comodi trucchetti per non perdere la giornata di lavoro, ma non fare arrabbiare il sindacato. Per esempio, mettendosi di riposo il giorno di sciopero.
Insomma, di questa banda, potete fidarvi. Ci capiterà di sbagliare, qualche volta vi deluderemo, ma sappiate che per noi nove cronisti che viviamo qua dentro venite prima di qualsiasi altra cosa. E lo stesso vale per alcuni nostri collaboratori, che ringraziamo. Vi risparmio le questioni tecnico-sindacali. Se il sindacato unico dei giornalisti deciderà di espellere i reprobi che non hanno scioperato e dimostrerà di poterlo fare, è liberissimo. Quello che non accettiamo è che in qualche regione (fortunatamente non in Liguria e di questo diamo volentieri atto al segretario del sindacato Marcello Zinola con cui non siamo quasi mai d’accordo, ma con cui è un piacere dibattere), addirittura il sindacato abbia segnalato chi non ha fatto sciopero all’ordine professionale, che ovviamente c’entra con gli scioperi come i cavoli a merenda. Motivo: «Potrebbe essere portato pregiudizio alla fiducia fra la stampa e i lettori».
Capito? Chi lavora rovina i lettori, chi sciopera dà loro fiducia nella stampa. Così funzionano i giornali e i giornalisti. Noi, anche sabato e domenica, date dei prossimi scioperi, ci saremo.