«La nostra risposta sarà nelle urne»

Gianandrea Zagato

da Milano

«Tra i responsabili degli incidenti ci sono dirigenti e elettori della coalizione di Romano Prodi». Pausa. «Parte della coalizione di Prodi dà infatti credibilità a questi soggetti e invece di tenerli ai margini della politica li tiene dentro la coalizione, producendo danni incalcolabili». Ignazio La Russa misura le parole, il capogruppo di Alleanza nazionale alla Camera sa che sono pietre.
Ma sa altrettanto bene che se Milano ha rivissuto un «sabato selvaggio da anni Settanta», be’ «c’è stato qualcuno che ha contribuito a crearlo». Accuse di chi «non vuole strumentalizzare gli scontri», «esprime solidarietà alle forze dell’ordine» e «affida alle urne elettorali la ritorsione». Sostantivo, quest’ultimo, spiega La Russa, che si coniuga «civilmente» ovvero «parlare in piazza, a testa alta e in modo civile»: «A chi ci ha chiesto qual è la nostra ritorsione rispondo che è la più civile possibile, quella delle urne». Unica risposta a una giornata milanese che non può e non deve «riportare le lancette della storia indietro di qualche anno». Concetto che La Russa ripete più volte ai cronisti e fa seguire da una spiega ulteriore del suo atto d’accusa contro «la coalizione di Prodi»: «A comportarsi così è stato qualcuno che prende insegnamento da chi non vuole fare confronti politici». E quando invita «i milanesi a un gesto di solidarietà, a una visita in quell’ospedale dove ci sono quattro agenti seriamente feriti» scatta l’applauso dei passanti lungo corso Vittorio Emanuele.
Battimani per quel tricolore che, ricorda La Russa, è tornato «a sventolare all’An Point messo a soqquadro dagli elettori di Prodi, dalla gente legata al latifondista Caruso e a Rifondazione comunista». Compagni di strada del Professore dai quali, La Russa, non aspetta certo solidarietà.