«La nostra sfida da manager»

«Istituzioni e banche hanno sostenuto la nostra sfida, lo scoglio da superare è quello con le persone: è dura a morire la mentalità che sostiene che un ecuadoregno come me può fare solo l’operaio o il pony-express. Ma le cose cambieranno». Lo dice il giovane ingegnere Boris Aucatoma che è project manager di Fortress Tech, ultima nata nella galassia delle imprese etniche e, tra queste, una delle poche a occuparsi di consulenza informatica. «La nostra missione è far capire che anche gli stranieri possono offrire servizi di alta qualità e competenza. Stiamo compiendo i primi passi come imprenditori in un Paese diverso dal nostro. Cosa ci spinge? La voglia di vedere un futuro migliore». Ossia: una società giovane e multietnica che non bighellona per strada.