Nostra Signora della Consolazione

Detta anche Consolata, patrona di Torino. Pare che s. Massimo, primo vescovo di Torino, abbia avuto in dono un’immagine mariana da s. Eusebio di Vercelli, che l’aveva portata dalla Terrasanta. A partire dall’anno 818, al tempo del vescovo Claudio, di quell’immagine si persero le tracce. C’è chi pensa che sia stata fatta sparire perché erano quelli gli anni dell’eresia iconoclasta e anche in Occidente qualcuno riteneva superstizioso il culto delle immagini. Verso l’anno 1000 il re Arduino si era ritirato nel monastero benedettino di Fruttuaria; qui gli apparve la Madonna, chiedendogli di costruire una cappella a Lei dedicata nella chiesa di Sant’Andrea (dov’è oggi il santuario). Il 20 giugno 1104 l’immagine fu ritrovata da un cieco che immediatamente recuperò la vista. Da allora fu oggetto di devozione e processioni, come quella solenne del 1420 che il Comune indisse per scampare la città dalla peste. Ancora la città si rivolse unanime alla Consolata in occasione dei tremendi nubifragi che la colpirono nel 1428. Finì che la chiesa che ospitava l’immagine divenne troppo angusta. Così, nel 1596 fu trasformata in santuario e ancora ingrandita nel 1678, a opera del celebre architetto Guarini. La Vergine della Consolazione protesse Torino dall’assedio francese e nel 1706 le autorità cittadine la proclamarono solennemente protettrice della città. Nel 1835 arrivò un’epidemia di colera che si limitò a lambire Torino. Fu fatto allora un voto pubblico e due anni dopo accanto al santuario venne eretta la colonna con sopra una statua della Madonna col Bambino.