Nostra Signora di Czestochowa

Nel monastero polacco di Jasna Góra sta l'immagine bizantina della Vergine Nera, sfregiata da una sciabolata tartara che le provocò un miracoloso sanguinamento. Nel 1655 gli svedesi luterani avevano invaso il Paese e costretto il re all'esilio. Resisteva solo il monastero di Jasna Góra, difeso da duecento persone, tra monaci e contadini, contro un esercito con artiglieria. Dopo sei settimane, il generale svedese Muller si ritirò davanti a un'apparizione della Madonna e nel giro di pochi giorni i polacchi riuscirono a liberare l'intero Paese. Il re Giovanni Casimiro Vasa consacrò il regno alla Vergine. Qualche anno prima, un'apparizione di quest'ultima nel cielo aveva gettato nel panico i turchi che stavano per sopraffare le scarse forze polacche a Beresteczko. L'inno della Madonna di Czestochowa suona da allora così: «Hai schierato il tuo popolo armato per la battaglia, hai disperso le forze dell'islam, hai umiliato i turchi». Nel giorno della sua festa, nel 1675, i seimila ussari di Giovanni III Sobieski liberarono Lwow dai trecentomila turchi assedianti. Quel giorno, mentre il popolo pregava la Madonna nella cattedrale, una furiosa tempesta di grandine e fulmini si abbatté sui turchi, scompaginandoli. Nel 1948 la sua icona nel duomo di Lublino pianse e tale fu la calca di fedeli che il vescovo, per evitare guai con le autorità comuniste, fece chiudere la chiesa. Riferisce Joachim Bouflet nel suo Apparizioni mariane antiche e moderne (San Paolo) che quell'icona nel 1967 pianse ancora una volta, e ciò determinò defezioni in massa nel Partito comunista.