Nostra Signora di Fiorano

Su una collina vicina a Fiorano, in provincia di Modena, sta il santuario della B. V. del Castello. Scrive Vittorio Messori nel suo libro Ipotesi su Maria (Ares) che sull’arco sovrastante il portale d’ingresso al borgo, stretto intorno al castello in questione, c’è un affresco del Quattrocento di autore incerto. Raffigura la Madonna col Bambino in braccio. Nel 1558 certa soldataglia spagnola, piena di rabbia contro i fioranesi che avevano cercato di difendersi dai suoi tentativi di saccheggio, appiccò il fuoco al borgo. Le fiamme distrussero tutto. Ma non toccarono l’affresco. Gli stessi soldati spagnoli videro, agghiacciando, che il fuoco si divideva in due, ardendo da una parte e dall’altra del dipinto senza neppure sfiorarlo. Di fronte allo straordinario miracolo la stessa soldatesca si divise: parte se ne scappò per la paura, parte cadde in ginocchio a chiedere ad alta voce perdono alla Vergine e a suo Figlio. L’immagine rimase intatta e i cittadini, in ricordo, vi dipinsero sopra, ai piedi della Madonna, un soldato con elmo e corazza, inginocchiato con le mani giunte. Come si può vedere ancora oggi. Quando, nel 1630, si diffuse la peste, epidemia terribile che spopolò letteralmente intere contrade, i fioranesi si riunirono attorno a quell’immagine e fecero voto di costruire una cappella se la peste li avesse risparmiati. Il loro desiderio fu effettivamente esaudito e, anche quando la mortalità raggiunse il suo picco, Fiorano fu risparmiata. La stessa cosa si ripetè, uguale, nel 1855 con una delle peggiori epidemie di colera che l’Italia abbia mai avuto.