Nostra Signora di Gietrzwald

Nel 1877 una parte della Polonia apparteneva al Reich germanico e il Kulturkampf anticattolico bismarckiano infuriava anche lì. In quell'anno nel paesino di Gietrzwald, diocesi di Warmia, la tredicenne Justina Szafrynska vide su un acero vicino alla chiesa la Vergine splendente di luce. L'apparizione le chiese di tornare l'indomani prima di svanire. L'indomani la ragazzina tornò con una coetanea, Barbara Samulowska. Mentre le due recitavano il rosario riapparve la Madonna sull'acero. Si presentava come una giovane sedici-diciottenne vestita di bianco, coi capelli biondi lunghi fino alle ginocchia. Seduta, teneva sulle ginocchia un bambino che reggeva un globo d'oro sormontato da una croce. Ai lati, due angeli incoronavano la Vergine. Infine, apparve in alto una grande croce. La notizia si sparse e la gente cominciò ad affluire. In breve i pellegrini arrivarono a superare il mezzo milione. Si verificarono guarigioni miracolose. Una di queste riguardava un alcolizzato cronico. Altre persone poterono vedere la Madonna. Le apparizioni furono in tutto centosessanta. In una di queste la Madonna benedisse e rese miracolosa l'acqua di una fonte vicina all'albero. La Vergine diceva di recitare il rosario e non avere paura. Infatti, le autorità germaniche provarono con vessazioni e intimidazioni nei confronti delle veggenti. Ma i numerosissimi pellegrini opponevano una specie di scudo umano ed efficace resistenza passiva. Il vescovo, malgrado le pressioni politiche, istituì una commissione d'inchiesta che riconobbe le apparizioni. Le due veggenti si fecero poi suore.