Nostra Signora di Monte Berico

Nel 1426 una grave pestilenza, dopo aver flagellato il Nord dell’Europa, arrivò nel settentrione d’Italia. La vicentina Vincenza Parisi, attempata contadina, il 7 marzo stava salendo sul Monte Berico per raggiungere il marito che lavorava alla loro vigna. Passando davanti a una croce eretta sul sentiero si fermò un attimo a prendere fiato e a pregare. Fu lì che le apparve la Madonna circonfusa di luce e le affidò il compito di andare a dire ai suoi concittadini che la Vergine voleva una chiesa in quel punto; se avessero eseguito, l’epidemia sarebbe cessata. Detto questo, l’apparizione divelse la croce e con essa tracciò sul terreno la pianta dell’edificio da costruire. Poi scomparve. La donna corse a dirlo al marito, poi insieme scesero ad avvisare il vescovo e le autorità. Ma non furono creduti. E le morti continuarono. Per i due anni seguenti, Vincenza si recò sul monte ogni prima domenica del mese, secondo quanto aveva detto la Madonna. Quest’ultima riapparve l’1 agosto del 1428, ripetendo la stessa richiesta. Questa volta, Vincenza scavalcò le autorità e si mise a percorrere le strade di Vicenza, raccontando tutto a quanti incontrava. Molti la presero per fanatica ma altrettanti proposero di assecondarla, anche perché contro la pestilenza non c’erano rimedi. Così, anche il vescovo fu costretto a capitolare. Scrive Joachim Bouflet nel suo Apparizioni mariane antiche e moderne (San Paolo) che nello stesso mese fu posta la prima pietra di una chiesa che in tre mesi era finita. Era cessata anche l’epidemia, che aveva preso a scemare col progredire dei lavori.