Nostra Signora di Rodi

Dopo la perdita definitiva della Terrasanta con la caduta di Acri, gli ordini monastico-militari erano stati costretti a lasciare la Palestina. I teutonici si erano diretti verso il Nordest dell’Europa e i templari erano stati praticamente distrutti da Filippo il Bello. Restavano i cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme, detti “giovanniti”, che si erano stanziati nell’isola di Rodi. Ma nel XV secolo Costantinopoli era stata presa dai turchi di Maometto II. Pochi anni ancora, e l’espansionismo dei seguaci del Profeta investiva Rodi, principale ostacolo cristiano nel Mediterraneo. Un’immensa flotta turca assediò l’isola e il gran maestro Pierre d’Aubuisson guidò i giovanniti in una grande battaglia che durò dal 23 al 28 maggio 1479. Migliaia di testimoni, da una parte e dall’altra, videro nel cielo una donna splendente che, con una lancia in mano e uno scudo nell’altra, incitava i cristiani. Questi ultimi non ebbero dubbi sul fatto che si trattasse della Madonna e solo alla sensibilità odierna un fatto del genere può sembrare come minimo inconsueto. Già: anche i credenti sono abituati, quando si tratta di apparizioni mariane, a richiami materni più o meno accorati, lacrime, messaggi di pace a pastorelle. Ma nei secoli cristiani la Vergine apparve molte volte in battaglia (e anche nel XX secolo, ai polacchi contro i russi bolscevichi) e ci sono luoghi, come Scicli in Sicilia, dove l’icona di Maria è armata di tutto punto. La strepitosa vittoria di Rodi permise i cavalieri cristiani di restare nell’isola fino al 1522, quando Solimano II li cacciò verso Malta.
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