Nostra Signora di Roma

Il 20 gennaio 1842 la Vergine apparve ad Alphonse-Marie Ratisbonne e fu un caso che fece scalpore. Si trattava di un avvocato di Strasburgo, figlio di un famoso banchiere ebreo. Era fidanzato con una correligionaria ma personalmente non credeva in nulla. Suo fratello Théodore, invece, era diventato prete cattolico e pregava, insieme a un gruppo di amici, per la conversione di Alphonse: quel giorno lo avevano convinto a tenere in tasca una Medaglia Miracolosa e lui aveva accettato per scommessa. Attendeva un barone suo conoscente all’interno della chiesa romana di Sant’Andrea delle Fratte quando tutta la chiesa si fece buia tranne una cappella laterale. Qui, sull’altare, vide la Madonna, nel sembiante della Medaglia. Cadde in ginocchio senza riuscire ad alzare la testa. Non seppe dire, poi, quanto tempo fosse trascorso. Quando uscì era convertito al cattolicesimo. Narrò che in un istante aveva compreso la verità della religione cristiana. Dieci giorni dopo ricevette il battesimo nella stessa chiesa e nel medesimo anno entrò nella Compagnia di Gesù, dove nel 1848 ricevette gli ordini sacri. Nel 1852, con l’approvazione del papa (il b. Pio IX), lasciò i gesuiti ed entrò nella congregazione di Nostra Signora di Sion, che aveva fondato insieme al fratello allo scopo di accogliere gli ebrei diventati cattolici. Il Ratisbonne si portò in seguito in Palestina, dove creò una casa della nuova congregazione. Morì settantenne il 6 maggio 1884 a Gerusalemme. Adesso permettetemi di segnalarvi il prezioso libretto di Corrado Gnerre L’unicità del cristianesimo (Solfanelli).
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