Nostra Signora del Sasso

Anno 1484. Tre ragazzine, le sorelle Ricovera, salirono fino all'antico Oratorio dell'Eremita, che stava sul pendio di una collina a una ventina di chilometri da Firenze. Erano pastorelle e lasciarono il gregge poco distante, dove i fiumi Arno e Sieve convergevano. Le tre adolescenti intendevano pregare la Madonna per il loro padre, che era stato messo in galera sebbene innocente ed ora era anche ammalato. Apparve loro la Vergine seduta su un grosso sasso. Disse loro di lasciare lì le pecore e tornare con i genitori. Le tre si precipitarono e trovarono che il padre era stato liberato ed era guarito. Appreso il fatto, l'intera famiglia salì all'Oratorio e trovò la Vergine ancora là; sembrava che custodisse Lei le pecore. Fu loro chiesto di far costruire in loco una chiesa. Eletta, la sorella maggiore, ebbe in seguito un'altra apparizione. Il 15 agosto dell'anno seguente, le tre sorelle rividero la Vergine che chiese loro di far venire la gente per il 22. Il giorno fissato, la Madonna apparve alla moltitudine riunita. Aveva il Bambino in braccio e disse a tutti di ascoltare e mettere in pratica quel che Lei aveva comunicato alle tre pastorelle. Scrive Joachim Bouflet nel suo Apparizioni mariane antiche e moderne (San Paolo) che era quello il tempo in cui l'incipiente Umanesimo allontanava molti dalla fede e la Madonna veniva a dare la sveglia specialmente ai fiorentini, sui quali il successivo Rinascimento paganeggiante avrebbe insistito particolarmente. I Ricovera, pastori analfabeti, non erano in grado di cogliere il simbolo costituito dalla divina Pastora.