IL NOSTRO 2006? COME IL 2005

Tutto il bene che vi vogliamo, ve lo dichiariamo tutti i giorni dell’anno, non solo l’ultimo. E quindi oggi non c’è niente da aggiungere, se non la promessa che non ci sposteremo di un millimetro dalla nostra linea e che anche nel 2006 saremo al vostro servizio nel tentativo di darvi un Giornale che non sia semplicemente il vostro giornale, ma che sia proprio un giornale vostro.
Sembra una sfumatura dialettica, quasi un gioco di parole da Settimana enigmistica. Ma, credeteci, è la sostanza di queste pagine di Genova, della Liguria, del Basso Piemonte, della Lunigiana e della Costa Azzurra. A partire dal grande spazio che continueremo a dare ai vostri interventi. Anzi, ci scusiamo per tutti coloro che non hanno avuto la fortuna di vederseli pubblicati o che sono ancora in attesa. Siamo stati sorpresi e travolti noi stessi dalla quantità di lettere che ci mandate e di cui vi ringraziamo. Il formato del Giornale è quello che è, il numero di pagine pure e i miracoli sono impossibili. Ma, tranquilli, ci stiamo attrezzando.
Un’altra grandissima soddisfazione ce la state dando con Il derby dei tifosi, nato quasi come un gioco estivo, e diventato uno dei tormentoni cittadini. Basta andare su uno qualunque dei siti dedicati a Sampdoria e Genoa per rendersi conto di come i nostri articoli e anche i vostri sfottò stiano diventando un appuntamento quotidiano per tutti i tifosi rossoblucerchiati. Senza contare l’altissimo livello storico e culturale di alcuni dei vostri interventi. La frase che mi ha regalato l’emozione più grossa, me l’ha detta una signora anziana l’altro giorno, nell’atrio di Brignole, mentre aspettavamo il treno: «Guardi, Lussana, io non capisco nulla di calcio, so a stento che si gioca undici contro undici. Ma, da quando pubblicate Il derby dei tifosi non mi perdo una lettera. E non mi sono mai appassionata tanto ad un tema». Io, forse sono un po’ debole di palpebra e un po’ troppo romantico. Ma, di fronte a una testimonianza così bella, una lacrimuccia mi è scappata.
Così come vale una lacrima, ma di gioia, il fatto che, spesso, i casi che solleviamo (voi e noi) su queste pagine liguri del Giornale - sempre più pesanti, (...)