«Il nostro compito sarà di dare voce alla società civile»

«La commissione per il futuro di Roma capitale non è politica, non è un laboratorio di sovrapposizione tra destra e sinistra, ma serve a dare voce alla società civile e a ragionare sul futuro della città. Non ci sarà nessuna sovrapposizione con il Consiglio comunale o con la giunta. Sarà un laboratorio che opererà con metodi inclusivi, con alternative di natura diversa. Alternative che passeranno per il consiglio e la giunta». Lo ha detto il sindaco Gianni Alemanno riferendo in consiglio comunale sulla commissione per il futuro di Roma capitale. Alemanno ha spiegato di aver letto un opuscolo preparato nel 2001 «scritto da Rutelli intitolato “Verso un piano strategico di sviluppo”. Un piano che però nei fatti non è mai stato realizzato e che noi vogliamo presentare in aula a luglio, in concomitanza con il Dpf». Per Alemanno «Roma si trova ancora oggi a dover completare il proprio percorso di Capitale dello Stato, pur proiettandosi su una dimensione globale, in cui le aree metropolitane hanno sviluppi superiori a quelli degli stati nazionali».
Ecco perché «è necessario - per Alemanno - attrarre investimenti internazionali e avere una banca di progetti, compresi quelli presentati in passato, da mettere sul mercato». La commissione avrà una sede propria «e non costerà nulla alle casse del Comune - ha concluso -. I componenti non avranno gettone di presenza e il termine della consegna del loro lavoro è fissato per marzo 2009».
Dal canto suo, il neopresidente della commissione Antonio Marzano, a margine della presentazione in aula Giulio Cesare dell’organismo da parte di Alemanno, ha spiegato: «Sto contattando molte persone per chiedere loro se sono disponibili a far parte della commissione per il futuro di Roma capitale. C’è molto interesse, c’è molto amore per Roma. E se mi chiedete qual è il motivo per cui io e gli altri commissari, tutte persone con altri incarichi professionali, facciamo questo lavoro senza costi per il comune, vi rispondo che si lavora anche per amore». «Interpellerò molti nomi già interpellati da Giuliano Amato - ha aggiunto l’ex ministro e presidente del Cnel - e voglio ricordare che la commissione è super partes, come dimostra il fatto che hanno scelto me dopo Amato, e per lui sono dispiaciuto. La commissione è autonoma e indipendente e stiamo cercando di mettere insieme membri che, in tutti i campi, possano dare un apporto per il futuro di Roma».
Marzano ha quindi sottolineato che «la commissione esaminerà la proiezione internazionale di Roma, perché Roma merita una posizione internazionale più organizzata e più efficace di quanto non sia oggi». E, come già aveva fatto Alemanno nel suo discorso, ha ribadito che «non si tratta di sostituire gli organi politici, ma dare suggerimenti». Della commissione, ovviamente, faranno parte anche alcune donne.