«Il nostro export vale 4,2 miliardi di euro Ci vuole il “made in”»

Cersaie è promosso da Confindustria Ceramica, l’associazione che riunisce le imprese italiane produttrici di piastrelle, ceramica sanitaria, stoviglie, materiali refrattari e ceramica tecnica. Al suo presidente, Alfonso Panzani, abbiamo rivolto alcune domande.
Come si annuncia questa edizione di Cersaie?
«Internazionale, rappresentativa, con eventi di alto profilo e tesa all’innovazione. Il convegno inaugurale sulle liberalizzazioni nasce dalla consapevolezza che minori vincoli consentono più bassi “costi di sistema” e una maggiore competitività delle imprese. E che all’aumentare della libertà economica corrisponde una maggior possibilità di crescita».
Qual è la congiuntura del settore della piastrelle?
«La piastrella italiana si sta riposizionando su fasce di mercato più alte. I prezzi medi continuano a crescere ma le quantità si scontrano con una congiuntura immobiliare internazionale penalizzata: il calo dei volumi nel mercato americano è stata solo in parte compensata dalle positività di Russia, Nord Europa e in Asia».
Ci sono anche distorsioni della concorrenza...
«I nostri settori esportano per oltre 4,2 miliardi di euro. È importante che le autorità comunitarie istituiscano quanto prima il “made in” sui prodotti posti in commercio nell’Unione europea. Questo per rendere consapevoli i consumatori e consentire alle imprese una competizione corretta».
Perché Mario Botta al Cersaie?
«Conferma la tradizione di ospitare i grandi maestri dell’architettura. Occasione per ascoltare le suggestioni che sono alla base di veri capolavori e per consentire ai partecipanti di attingere dai materiali di Cersaie per sviluppare le proprie idee progettuali».