«Dal nostro laboratorio milanese uscirà l’uomo (quasi) immortale»

La vita è una luce incantevole e spassosa tanto che spesso nella mente balena la domanda: è possibile prolungare la nostra esistenza verso quel limite quasi infinito da poter ambire ad una sorta di semi-immortalità? Una risposta arriva dal convegno «Singularity Summit», organizzato dalla iLabs, che si svolgerà oggi nella sala delle Colonne del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica «Leonardo da Vinci». Il simposio, a cui parteciperanno anche i noti scienziati Raymond Kurzwell e Aubrey De Grey, è il risultato dell’affascinante ricerca compiuta da Antonella Canonico e dal marito Gabriele Rossi, fondatori dell’Ilabs, laboratorio nato a Milano nel 1977 che si occupa da un punto di vista scientifico, tecnologico e filosofico dell’indefinito prolungamento di questi nostri giorni.
«Le indagini svolte - spiega Antonella Canonico, ricercatrice e psiconeurofisiologa - si basano essenzialmente su quattro discipline. L’Intelligenza Artificiale, ovvero la decriptazione matematica del meccanismo di funzionamento del cervello. La Psiconeurofisiologia, che cerca di comprendere come il sistema nervoso interagisca con il corpo. La genetica, impegnata nel carpire l’intera rete di informazioni iscritte nel Dna umano e la Nanotecnologia, che si prefigge di arrivare alla costruzione di robot microscopici in grado di riparare i danni arrecati al fisico dalle malattie».
Da oltre vent’anni Antonella Canonico e il suo staff, composto da medici, psicologi e biologi, si sono resi conto di un «quid» che sta a cuore a molte persone: perché nei processi di guarigione i pazienti reagiscono in modi inattesi e quasi miracolosi? L'ipotesi del suo lavoro è che il corpo sia in grado di compensare anche le più gravi mancanze con reazioni insospettabili, come nel caso di alcuni malati di cancro che Antonella segue, applicando terapie quali l’ipnosi o la meditazione. «Questa nostra semisconosciuta macchina vivente in stati d’emergenza mette in moto meccanismi di compensazione che quando saremo in grado di decifrare porteranno radicali miglioramenti negli attuali protocolli di cura».
L’insieme di conoscenze acquisite ha permesso all’iLabs di avanzare nella comprensione della macchina uomo, quel corpo che Leonardo in un celebre disegno fece ruotare in una circonferenza perfetta, come avesse compreso la quadratura del cerchio nello studio delle linee della nostra testa, gambe e braccia. «Grazie a un semplice prelievo del sangue possiamo essere in grado di capire non solo l’età anagrafica di una persona ma anche la sua età biologica. Un soggetto che anagraficamente ha sessant’anni potrebbe rivelare un’età superiore o inferiore rispetto al tempo indicato dalla sua data di nascita. Iniziamo così da un piccolo passo per fare del mistero della vita una pagina da scrivere in parole e formule precise e intelligenti». La luce dell’essere in un segno, dove nemmeno uno «iota» vada perduto.
Oggi il limite medio del corso vitale è intorno agli 80 anni ma in un prossimo futuro potrà avanzare fino ai 120. «Attraverso il potenziamento delle facoltà cognitive riteniamo che anche questo limite sia superabile. Le quattro discipline enucleate precedentemente arriveranno ad un livello d’eccellenza nel 2030, raggiungendo l’apice di «singolarità» che abbiamo voluto nel titolo dell’incontro di sabato».
Ma sarà il 2060 la data in cui potrebbe avvenire il «miracolo della scienza»: attraversare questa nostra creaturalità in un arco di tempo talmente lungo, anche mille anni, da poter parlare di semi immortalità. Perché? Altri due traguardi la sapienza deve porsi per infrangere una barriera oltre la quale l’esistere non sarà un sottile balenare sulla terra, ma lo splendore senza tramonto nel paradiso di questo pianeta. «Il primo è quello di trasformare i prodotti della tecnologia da mezzi d’intelligenza di supporto in menti creative, affinché i computer possano aiutarci a mettere maggiomente a fuoco la realtà. Il secondo è un passo filosofico».
Si arriva così al problema dell’evoluzione etica dell’essere. L’uomo del futuro non sarà mai una macchina «perfetta» se l’evoluzione fisica non andrà di pari passo con una sublimazione verso i più alti valori morali. «Potremmo assistere ad una frattura tra l’essere contemporaneo e l’essere del 2060 - conclude Canonico -. Per questo durante il Summit presenteremo l’atto costitutivo della nuova società umana». Fiat lux, comanda la scienza, e la luce durerà quasi in eterno.