IL NOSTRO MENTORE

Oggi, solo buone notizie.
Prima buona notizia: il vostro affetto nei nostri confronti non accenna a diminuire. Anche ieri il mio telefono è stato tempestato di chiamate di lettori che ci incitavano ad andare avanti e che sposavano la «candidatura del Giornale» a sindaco di Genova, che ci dimostravano il loro affetto. Le due lettere dei lettori Bruno Cassissa e Claudio Papini che potete leggere all’interno dimostrano, una volta di più, e con motivazioni diverse, la forza, la coesione e lo spirito della famiglia del Giornale di Genova e della Liguria, qualcosa che riesce a commuoverci ogni giorno di più. Così come mi ha commosso un nostro lettore che ieri mi ha telefonato dicendomi: «Sono un pensionato al minimo, ma se serve un aiuto economico per la campagna elettorale di un candidato come lei, io ci sono. Per quel poco che posso, ma ci sono».
Ecco, ribadisco una volta di più la stima e la gratitudine nei confronti di Sandro Biasotti e degli esponenti di Alleanza Nazionale che ci hanno fatto il grandissimo onore di puntare su di noi per la candidatura a sindaco, ma questa famiglia io non la lascio. Augurando comunque al centrodestra di trovare un nome alto e nobile per Genova, finora supersegreto, degno di combattere una battaglia difficile. Dal canto nostro, continueremo a lottare per una Genova migliore da queste pagine. Come sempre, senza guardare in faccia a nessuno. Come sempre, senza distinzione fra destra e sinistra, stando dalla parte di quelli che vanno in giro in autobus e non di quelli che si muovono solo in auto blu. Come sempre, fuori da tutti i poteri, trasversali, che frenano lo sviluppo di Genova e della Liguria.
Seconda buona notizia: ieri mattina, mi ha chiamato Gigi Leone, ottimo caporedattore centrale del Secolo XIX, che - anche a nome del direttore Lanfranco Vaccari - si scusava per le sciocchezze scritte da un loro anonimo giornalista su questa storia della candidatura, senza nessuna verifica con gli interessati. Scuse accettatissime, ottime e abbondanti. É proprio con toni come questi, con rapporti civili, con la correttezza come regola di vita prima ancora che professionale, che si costruisce una Genova migliore. Poi, duelliamo e incrociamo le penne tutti i giorni. Ma nel rispetto reciproco.
Che, in fondo, è lo stesso metodo da seguire in politica: le parole di Sanguineti, ovviamente, sono quanto di più lontano possa esserci da noi. E non abbiamo niente a che spartire con chi ieri era a fianco a lui. Ma questo non ci impedisce nè ci impedirà di riconoscere i meriti a personaggi che c’erano come il presidente del Consiglio regionale Mino Ronzitti e l’assessore provinciale alla scuola Ennio Massolo. Quando ce li hanno, ovviamente. Sono ex diessini a sinistra dei Ds? Giudichiamo cosa si dice e cosa si fa, non chi lo dice e chi lo fa.
Terza buona notizia: in Liguria non c’è solo Genova. E, appena si prende l’Aurelia, per la Casa delle libertà l’aria migliora. Alla Spezia, quella di Burrafato - uomo che non è di destra - è un’ottima candidatura. Così come a Rapallo il centrodestra ha avuto la fortuna di puntare su un uomo perbene come Mentore Campodonico. Che non è un modello, che non fa i fuochi d’artificio quando parla, che non ha nulla a che vedere con la politica dell’immagine e che non parla di cattolicesimo sui giornali. Che però è una persona perbene, che sa di cosa parla, che conosce Rapallo e i suoi cittadini e che vive da cristiano nei fatti prima che nelle parole. Ecco, credo che - dopo gli ultimi anni - Rapallo abbia bisogno di un uomo così. Di un uomo normale. Il nostro Mentore.