«Il nostro polo energetico sarà aperto a tutto il Nord»

Ha cambiato scrivania da appena 15 giorni, ma riferisce di essersi già «gettato a capofitto» nelle nuove mansioni. Massimo Buscemi si è dedicato alla sicurezza della Lombardia (che significa Polizie municipali e Protezione civile) per tutta l’ultima legislatura e i primi 12 mesi di quella in corso, poi - per effetto del rimpasto attuato di recente dal governatore Roberto Formigoni - è passato a dedicarsi ai Servizi di Pubblica utilità, assessorato ereditato dal neo deputato azzurro Maurizio Bernardo. Significa che il settore delle cosiddette pubblic utilities (ovvero energia, acqua eccetera) ora dipende da Buscemi, che domani siederà al Tavolo Milano per discutere col Governo proprio di questi argomenti. Con in mano il testo della nuova legge riguardante appunto la riforma del settore energetico, testo per il quale è atteso il via libera del parlamento regionale per giovedì. «Una legge - spiega Buscemi - che imporrà il modello lombardo pure in questo settore, che significa la nascita di un nostro polo energetico aperto a tutto il Nord. Qui al Pirelli ci stiamo lavorando già da un anno, il che significa che Prodi sta arrivando a rimorchio. O meglio, ci copia».
Col premier e il ministro Bersani chiederete il via libera, per esempio, sulla fusione tra Aem milanese e Asm di Brescia?
«Certo, perché è fondamentale per creare un polo energetico forte in grado di non farsi fagocitare dagli stranieri».
Sarà sufficiente?
«Bisognerà affiancargli un altro polo, costituito dalle tante piccole-medie aziende energetiche locali, quelle provinciali e comunali, che da sole fatturano 60 milioni di euro l’anno ciascuna».
Insomma, grandi progetti..
«Sui quali mi fa piacere parlare con Bersani, anche se il problema è il suo collega all’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, contrario a tante cose. Persino all’energia eolica, perché quelle pale deturperebbero l’estetica del paesaggio. Speriamo di capire domani qual è l’orientamento di questo Governo diviso su tutto».