Ma il nostro viaggio nella cultura va proprio nella stessa direzione

Carissimo Caron, mi verrebbe da dire finalmente.
Perchè erano giorni, forse settimane, che aspettavamo una lettera come la sua. Ancora ieri mattina il postino mi ha scodellato sul tavolo una decina di interventi di lettori sulla cultura in Liguria, segno di una straordinaria attenzione al tema e a tutte le sue sfumature: si tratti del Vittorino, dei cinema che chiudono, delle librerie in sofferenza per la concorrenza degli iper, dei premi letterari o di un modello culturale ligure che non funziona. E che crolla di fronte al confronto con la Romagna, culturalmente più devastante delle caricature di Ceccon, Balbontin e Casalino a Colorado cafè. Insomma, quando si hanno lettori così, è chiaro che la strada è in discesa.
Quello che mancava completamente era la reazione dei diretti interessati. Degli operatori culturali. Inerti e silenti. Come la politica, senza distinzione di colore: tranne poche eccezioni, nessuna reazione. E questo fa particolarmente male per un certo centrodestra che sembra non voler mai smentire chi lo descrive come pronto a mettere mano alla fondina ogni volta che si pronuncia la parola «cultura», come nei peggiori luoghi comuni e nei peggiori luogocomunismi. Anche perchè, invece, il tema è sentitissimo dal popolo moderato.
Ieri, il silenzio si è rotto: da un lato il sindaco Marta Vincenzi, dimostrando comunque sensibilità e attenzione nei confronti delle problematiche poste dal Giornale, ha risposto agli addebiti posti da una nostra gentile lettrice (...)