Note e poesie in 22 tappe

P roprio quando sembrava ormai scomparso nei meandri dell’amarcord e relegato alla cultura dei nonni, il dialetto rialza la testa anche tra rockettari e affini. Dunque tra le nuove generazioni. Sembra incredibile, eppure il fenomeno emerge a chiare lettere dalla rassegna di musica e spettacoli Volgar’Eloquio che si apre domani a cura della Regione Lombardia. Da nord a sud dello stivale sono parecchie le band o i cantanti che hanno intrapreso questa strada con successo, un'operazione che è da considerarsi non solo intrattenimento ma anche recupero culturale.
Nel nord Italia, ed in particolare in Lombardia, ci sono diversi esempi d'artisti che da tempo riscuotono notevoli riconoscimenti da parte del pubblico. Primo tra tutti è certamente Davide Van De Sfroos, che ha dimostrato quanto la sua popolarità sia ampia con il suo concerto al Forum di Assago (oltre 12mila persone). Questo determina che la musica di estrazione tradizional-popolare e dialettale non è una nicchia ma un mercato vivo e capace di attrarre a se un pubblico eterogeneo e diversificato. Altro esempio di successo sono i... Teka-Pi, giovane quintetto rock-blues che ha deciso di provare a farsi notare con canzoni originali cantate in dialetto milanese. Nato nel 2000 da un'idea di Andrea Rodini ed Ivo Maghini (entrambi voce della band), il quintetto ha pubblicato due album, l'ultimo dei quali è Pan e Larsen che li ha visti collaborare con ospiti come Claudio Bisio, Bruno Pizzul, Evaristo Beccalossi ed i musicisti Livio Magnini dei Bluvertigo e Le Voci Atroci. Un successo notevole per la giovane band che, con Van De Sfroos, rappresenta la migliore continuazione di quel cantautorato portato in auge nel passato da nomi come Nanni Svampa, Gaber, Jannacci solo per ricordare i più celebri.
«Volgar’Eloquio» è una manifestazione voluta fortemente dall’assessore alla Cultura Massimo Zanello che con orgoglio spiega: «La Lombardia è la prima regione ad approvare una legge che tutela e sostiene i beni culturali immateriali. Finalmente potremo valorizzare nella maniera migliore una lingua, un idioma, una serie di musiche, i canti popolari, la poesia, la letteratura locale: tutto ciò che è vera cultura e che viene riconosciuto come un bene immateriale». Ma sono molte le realtà del sottobosco milanese e lombardo in circolazione da diverso tempo come anche i varesini Maltra B-Folk, (noti come gruppo che faceva cabaret con il nome di Maltrainsema), un combo folk-rock che affonda comunque le sue radici in un passato che nessuno vuole e può rinnegare, quello della musica che trae ispirazione da una quotidianità raccontata in varesotto. Se è vero che ci sono i giovani che rilanciano l’eredità cultura locale, non sono da dimenticare personaggi importanti anche se non famosissimi come Angelo Truffin e i suoi Cantamilano, gruppo dialettale formato da quattro elementi che hanno in comune la passione per la ricerca della tradizione nella canzone dialettale Milanese e che cercano di tenerla viva e vitale.