[NOTE][/NOTE]Vicenza, cane eroe salva la padrona svenuta nel bosco

«Le devo la vita: se non fosse stato per lei oggi non sarei qui». La vicenda risale a un mese fa, ma è stata resa pubblica solo ora. In realtà la vera protagonista della storia ha declinato l'invito a presentarsi davanti ai microfoni e alle telecamere. Si tratta di un soggetto piuttosto taciturno e, come molti abitanti o frequentatori della montagna, piuttosto taciturno e poco incline alle luci della ribalta. In fondo lei non ha fatto nulla di speciale. Ha soltanto salvato di sicuro una vita che ormai se ne stava fuggendo inesorabilmente e forse un'altra che l'avrebbe seguita. Si chiama Queen e… ah, già, non l'ho scritto. Beh, si tratta di un cane, una femmina di pastore tedesco per la precisione.
La storia si svolge sul monte Grappa dove Dorina Martinato, 56 anni, di Rosà (Vicenza) si era recata con la sorella in cerca di funghi. Le due donne, seguite dal cane di Dorina, si addentrano nel folto del bosco allontanandosi dalla strada. I funghi quest'anno si fanno desiderare ed è necessario perlustrare in profondità la boscaglia per avere la fortuna di trovare qualche porcino. All'improvviso Dorina sente un dolore acuto a una gamba, poi un'altra fitta e vede due «Gialloni» (vespe selvatiche) allontanarsi dal suo corpo. «Dopo la puntura degli insetti» racconta Dorina «ho cominciato a perdere le forze. Capivo che la pressione scendeva, sentivo suoni confusi e percepivo a malapena la voce di mia sorella che vedevo trafficare con il cellulare». Marilena, la sorella di Dorina, si rende conto che la situazione è grave e, mentre la donna punta dagli imenotteri scivola verso lo stato d'incoscienza, cerca di allertare suo marito Mario, ma la comunicazione è difficoltosa perché il campo è debole. L'uomo chiama subito i soccorsi che si muovono velocemente, ma senza un preciso punto di riferimento. Si alza l'elisoccorso di Treviso ma le due donne sono in mezzo al fitto del bosco e nessuno riesce a rintracciarle. Dorina entra in uno stato semicomatoso, ma prima di svenire, ricorda un comando secco dato dalla sorella a Queen: «Vai Queen, va a cercare Mario e portalo qui!». «Di quello che è successo dopo - racconta ancora Dorina mentre liscia la testa di Queen - non sono in grado di riferire. So che Queen ha percorso oltre mezzo chilometro fra i boschi, ha raggiunto mio cognato e l'ha accompagnato lungo un percorso scosceso di circa un chilometro, fino alla zona in cui ci trovavamo. E so che ora, grazie a lei, posso raccontare questa vicenda».
Il resto è pura cronaca: L'elicottero che attera, la prima rianimazione dei medici del Suem, poi il trasporto al pronto soccorso di Rotonda e infine il ricovero all'ospedale di Bassano dove Dorina rimane per un paio di giorni.
Storie già viste, storie già sentite, storie da ombrellone? Forse. Ma chiedete cosa ne pensa chi ha avuto la vita salvata da un cane, magari proprio il suo, oppure uno del tutto sconosciuto. Chiedetelo al giovane che guidava un camion e, mentre scendeva ha toccato con la coclea un filo della corrente. Il cane gigante di un contadino mai visto e conosciuto gli si è buttato contro a peso morto staccandolo dall'energia che stava spegnendo il suo corpo. Il ragazzo si è sposato dopo una settimana e al matrimonio c'era anche lei, Dea. Chiedetelo al giovane carabiniere schiacciato da un cancello e salvato dal suo Dobermann Ares, appena premiato a Camogli. Se no chiedetelo a Omar Rivera, il non vedente salvato dal suo Salty che dal 71° piano del World Trade ha portato all'uscita tra fumo e fuoco lui e altre duecento persone, quell'11 settembre 2001.
Ma sono storie già viste, storie da ombrellone.