«La notizia ha evitato manovre sottobanco»

«Gli altri quotidiani sapevano ma hanno preferito una scelta di basso profilo»

da Roma

«Premesso che», puntualizza Daniele Capezzone prima di rispondere. Volete che l’ex segretario dei radicali italiani, per quanto presidente della commissione Attività produttive della Camera, non puntualizzi che «nessuno, dunque anche Silvio Sircana, può essere colpito o criminalizzato per i suoi orientamenti e le sue preferenze»? Il portavoce di Palazzo Chigi va difeso, ribadisce Capezzone che però è colpito dal «soccorso rosso» che scatta soltanto adesso, e a «protezione di un politico»: gli sarebbe piaciuto che quei cento deputati che ora firmano appelli, «lo avessero fatto pure per proteggere i messaggini di Anna Falchi a Ricucci».
Sa spiegarsi perché un solo quotidiano in tutta Italia, abbia pubblicato quell’intercettazione senza omettere il nome dell’interessato?
«Per un riflesso di basso profilo. Come dire: stiamocene buoni, qualcun altro prima o poi farà il nome di Sircana, e allora si vedrà».
Intanto, s’è levato il solito lamento sulla fuga dalle Procure dei verbali e delle intercettazioni, come se vi fosse un tribunale immune da questa piaga.
«Anche io condanno la violazione del segreto istruttorio, è un reato e come tale andrebbe perseguito. Però, violazione per violazione, piuttosto che avere materiali in circolazione sotto banco come strumenti di ricatto, è molto meglio che i cittadini possano conoscere e farsi un’idea. È stato così per i furbetti del quartierino, per calciopoli. Molto meglio pubblicare e far conoscere a 50 milioni di italiani, piuttosto di 300 persone che si ricattano tra loro in Transatlantico o in qualche altro palazzo».
Che cosa la colpisce di più, in questa vicenda?
«Fermo restando che va difesa la dignità di tutti, mi domando: perché è possibile linciare vallette, uomini di televisione, calciatori, figlie di ex premier... Questo è un Paese dove l’anno scorso furono pubblicati gli sms di Ricucci a sua moglie, dove si sono scritti pezzi interi su Adriano in discoteca: non capisco perché per tutti costoro il diritto all’onore, all’immagine e alla privacy non valga, mentre debba valere per i politici. Io credo che debba valere per tutti, però mi piacerebbe che quei cento deputati che ora firmano appelli, lo facessero anche per gli sms di Anna Falchi, per Adriano e per Barbara Berlusconi».
E poi?
«E poi mi domando ancora: perché non ci si indigna per Putin? Improvvisamente fanno il do di petto per Sircana, e vanno giù di voce se si tratta di denunciare l’omicidio politico e la violazione dei diritti umani».