Notizie a pelo d’acqua

Sulla banchina sfrecciano due Punto dei Carabinieri e non è uno spettacolo usuale, a Ponza: la signora Concetta, l’affittabarche, osserva perplessa mentre al bar di Ernesto Prudente, ’O professore, dove poco prima chiacchieravano Paolo Bonaiuti e Piero Vigorelli, circola intanto una versione ufficiosa: un gommone ha falciato e ucciso un uomo a pochi metri da riva.
Poi verrà fuori che la vittima era Dodo Perri, isolano acquisito nonché (non chiedete spiegazioni) campione di corsa coi cani da slitta. Ecco, è difficile spiegare come un evento del genere, per esempio a Ponza, costituisca un fatto ovviamente eccezionale ma al tempo stesso metabolizzato con più naturalezza che altrove. Sarà il ciclo inesorabile del tempo e delle stagioni, il fatalismo ineluttabile che regna dove la natura detta più legge che altrove, dove non c’è nessuna tappa da bruciare, nessun presente da ammazzare.
Tutto è serenamente ordinario ed eccezionale, sicché è nondimeno difficile, il giorno dopo, rispondere alle domande degli isolani che ti chiedono per quale ragione quell’incidente sia finito su tutti i giornali mentre altri cento incidenti, in passato, non ci sono finiti. Dovresti insegnar loro dei meccanismi che non c’è ragione che imparino. Loro pensano che se un fatto è rilevante finisce sul giornale, nient’altro. Vagli a spiegare che un tempo lo pensavamo anche noi.