Notte all’addiaccio per gli sgomberati

Notte all’addiaccio, quella di ieri, per più della metà dei cittadini eritrei ed etiopi che venerdì erano stati sgomberati dal palazzo al civico 11 di piazza di Porta Maggiore. Hanno creato piccole tende, davanti al cancello del palazzo, con lenzuola e pezzi di stoffa e si sono riparati lì sotto con qualche materasso, i televisori, tante valigie e buste, un frigorifero e un passeggino. Il resto delle masserizie è rimasto in parte nelle sedici stanze della palazzina di tre piani, in parte in un magazzino del comune. Gli extracomunitari, molti dei quali in attesa di ottenere asilo politico, non intendono andare via dal piccolo accampamento e annunciano di voler rimanere lì fino a lunedì 22 quando, annunciano, si trasferiranno in Campidoglio per un sit-in. Intanto solo le donne in gravidanza e quelle con bambini molto piccoli hanno trovato riparo per la notte presso le case di amici e conoscenti, tutte le altre hanno deciso di non lasciare i loro mariti e hanno passato la notte per strada. Il Comitato immigrati in Italia polemizza con l’amministrazione comunale sostenendo che da due giorni vengono fatte promesse riguardo alla sistemazione delle donne nei centri d’accoglienza senza che, tuttavia, niente avvenga. Dito puntato anche contro la Casa dei diritti sociali (la onlus che aveva affittato il palazzo da un’agenzia immobiliare e dato le stanze agli extracomunitari) che, secondo quanto sostenuto dal Comitato, non ha avvisato gli abitanti del palazzo dello sgombero e ora non interviene per aiutarli a trovare una nuova sistemazione.