Notte brava il 13 febbraio, San Valentino degli amanti

A New York è il giorno d’oro per gli incassi dei ristoranti. Il manager del Four Season: «Si fa il pieno di ostriche e champagne»

Giuseppe De Bellis

nostro inviato a New York

È come Capodanno a Times Square, come il Columbus Day, come il Ringraziamento, come il 4 luglio. Come San Valentino. Una tradizione. Segreta. Non si vede, ma la notte del 13 febbraio New York si riempie di tradimenti, di coppie fedifraghe, di tavoli nascosti per non dare nell'occhio, di feste sfrenate e di camere d'albergo introvabili. Perché è il Valenswine, Il ValenVino, la notte prima di San Valentino, la notte degli amanti. È il 13 febbraio apposta: perché uomini e donne che hanno un compagno segreto sanno che il giorno dopo saranno impegnati nella festa ufficiale. Due riprese: prima l'amante, poi la moglie (o il marito). Allora il New York Post s'è messo a ficcare il naso in una abitudine bizzarra, ma consolidata, che l'America ha ereditato da una vecchia usanza inglese: «Se il 14 febbraio è il giorno in cui si regalano fiori e cioccolatini alla moglie, il 13 dovrebbe essere sponsorizzato da Victoria's Secret, la griffe di biancheria intima più in tra le giovani amanti».
Dettaglio, su dettaglio, pettegolezzo su pettegolezzo, il segreto di Pulcinella di New York viene svelato. Parlano quelli del mestiere. Parlano ristoratori e albergatori che il 13 non hanno un tavolo e una stanza libera da un anno. Più del giorno dopo, perché a San Valentino si sta in casa. Julian Niccolini per esempio sa che entro domani riceverà le ultime prenotazioni. È il manager del Four Season, uno degli alberghi più esclusivi della città: «La regola è che il 13 la gente esce con chi vuole uscire, la notte dopo esce con chi deve uscire». Questo significa che compagne e compagni ufficiali ci rimettono: «Durante il Valenswine's Day, i clienti spendono di più. Forse è il giorno di maggior incasso dell'anno. Ordinano champagne, vini pregiati, ostriche e caviale». Il 14 invece si contengono: «Prendono il peggior Merlot della lista». Anche al «W» di Lexington Avenue dicono che il movimento del 13 sia incredibile. E aggiungono anche un po' di pepe: «È l'unico giorno dell'anno in cui non chiediamo di mostrarci la chiave per prendere l'ascensore che porta ai piani delle camere. Certe cose è meglio non chiederle».
La notte degli amanti ha prezzi e tariffe precise. Si spende di più per la cena e per la serata, ma non per i regali che spettano alla compagna ufficiale. Moglie o fidanzata. Il perché, in una città dove un quinto degli abitanti è in analisi, lo spiega la psicologa Dana Lowenstein: «Di solito gli uomini infedeli hanno con l'amante una relazione più fisica e sensuale, ma incerta e transitoria. Quindi il regalo per lei non sarà un investimento a lungo termine, come per la moglie». Il problema è capire se proprio tutti quelli che escono il 13 tradiscono. Quelli del Post sono andati a chiederlo a Bill Mitchell, uno che con gli infedeli ha fatto i miliardi perché fa l'investigatore privato e ha dedicato un libro all’argomento: «Se si abbracciano troppo sono sospetti. Quando si è sposati, è rarissimo mostrarsi affettuosi e teneri mentre si cena con una donna in un ristorante». Mitchell, luoghi comuni a parte («Cercateli ristoranti bui e fuori mano e scrutate bene i posti a sedere negli angoli nascosti e meno ovvi»), dispensa anche consigli per i traditori: «Mangiate al bancone di un bar, non in sala. Perché lì è più difficile lasciar intendere se siete con un'amica, un'amante o una semplice collega di lavoro».
Risultato: anche quest’anno per lunedì si preannuncia il tutto esaurito. Anche se un affermato professionista interrogato dal Post si confessa: «Per anni ho avuto due donne, senza mai essere scoperto. Con l'amante uscivo il 13, con mia moglie il 14. Quest'anno ho deciso: passo San Valentino con le mie figlie». Ovviamente ha chiesto l’anonimato.