Notte d’inferno in via Triboniano: 400 sfollati

Momenti di panico per una mamma che non trova i suoi figli: due ore di ansia

Il campo sosta all’angolo tra via Triboniano e via Barzaghi non esiste più. Al suo posto un enorme braciere ardente, con fiamme alte fino a 10 metri che illuminano la notte alla estrema periferia sud. Tutt’attorno i lampeggianti dei mezzi di soccorso, ambulanze, forze dell’ordine e soprattutto vigili del fuoco. Una dozzina di mezzi, oltre 50 uomini che lottano duramente tra le esplosioni delle bombole di gas, per circoscrivere l’incendio. E solo dopo due ore il fuoco viene circoscritto. Per spegnerlo completamente bisognerà aspettare almeno l’alba. Quando sarà possibile fare una ricognizione accurata e confermare che non ci siano state vittime.
«Saranno state le 19.45, io ero nella mia baracca quando ho sentito urlare “al fuoco, al fuoco”, ho preso i bambini e sono fuggito. Che altro potevo fare?». Racconta uno dei profughi che ora muti assistono dal marciapiede alle operazioni di spegnimento. Subito dopo è scattato l’allarme. Sono intervenuti i vigili urbani che hanno chiuso Barzaghi dall’incrocio con via Serretta. Poi i pompieri che hanno inviato subito nove mezzi, più altri tre di rinforzo giunti dai distaccamenti di Legnano, Bovisio e Carate. Il 118 ha inviato un’ambulanza e un’auto medica, rimaste per fortuna inoperose. Attivati anche carabinieri e polizia, presenti con contingente in tenuta antisommossa. Quando si ha a che fare con i nomadi non si sa mai.
Partita la prima fiammata comunque non c’è stato più nulla da fare: l’insediamento, è composto quasi esclusivamente da baracche di legno e cartone, praticamente una scatola di fiammiferi. Infatti al primo grido tutti sono schizzati in strada senza nemmeno tentare di spegnere l’incendio. Chi ha potuto ha salvato povere cose, gli altri, la maggior parte si sono ritrovati con i vestiti addosso come unica proprietà.
L’area colpita è quella sorta abusivamente, dove vivono dalle 300 alle 400 persone, e sorge a ridosso di quella invece attrezzata, risparmiata dalle fiamme. La maggior preoccupazione, quando sono arrivati i soccorsi era comunque di appurare che non ci fossero morti, feriti o dispersi. Ma per fortuna nessuno mancherebbe all'appello. Solo per un paio di ore ci sono stati momenti di apprensione perché una madre non riusciva più a trovare i suoi figli. Ma alle 22.30 la donna li ha potuti riabbracciare facendo rientrare l’allarme.
Più o meno alla stessa ora, dopo oltre due ore di duro lavoro dunque, le fiamme vengono circoscritte e iniziano per i vigili del fuoco le operazioni di «smassamento e minuto spegnimento». Operazioni che comunque sono poi proseguite fino all’alba.
Solo alle prime luci del giorno sarà perciò possibile entrare tra le macerie fumanti per tentare di scoprire le cause dell’incendio e verificare che non si siano state vittime. Anche se gli stessi occupanti si sono contati, accertando che non mancava nessuno. Il problema passa ora all’Amministrazione comunale che dovrà trovare un tetto per la notte e una sistemazione decente quanto meno per donne e bambini.