Notte dei record a Serra Riccò

Partirà da Cornigliano, che dovrà risolvere il problema del cattivo odore entro la fine dell’anno, il piano di messa a norma e miglioramento degli impianti di depurazione di Genova. Lo ha reso noto l’assessore comunale al ciclo dei rifiuti Carlo Senesi, che ieri mattina ha incontrato i vertici dell’Arpal, dopo la pubblicazione del dossier dell’Agenzia Regionale dell’Ambiente. Secondo le 700 pagine del rapporto, solo tre depuratori genovesi su otto, una percentuale del 22%, risponderebbe alle norme regionali. Gli impianti sotto accusa sono soprattutto Sestri Ponente, mai entrato in funzione, Cornigliano, Punta Vagno e la Darsena, che scarica direttamente nel bacino portuale. Ieri il gruppo regionale di An ha proposto l’istituzione di una commissione consiliare di inchiesta per verificare l’utilizzo dei finanziamenti regionali per gli impianti di depurazione del Comune di Genova e per accertare eventuali responsabilità.
«La relazione dell’Arpal coincide con i dati che mi ha comunicato il mio ufficio tecnico - ha detto Senesi -. Fin dal primo momento in cui ho accettato questo incarico sapevo che i depuratori sono una delle urgenze per Genova, tuttavia non concordo con il clima di allarmismo che si è creato». «Cornigliano è senza dubbio la prima emergenza - ha aggiunto l’assessore - e se non sarà risolta entro fine anno, grazie all’impianto di biofiltri e al completamento della condotta a mare, dovremo passare al piano B che prevede la copertura totale dell’impianto». «C’è poi Punta Vagno per il quale esiste un accordo con lo Stato che prevede un contributo di 15 milioni di euro: una occasione da non perdere - ha sottolineato Senesi -. Iride e Università stanno già lavorando al progetto di fattibilità per l’impianto».