Una notte di furti e rapine: presa la banda di Capodanno

Invece di festeggiare l’arrivo del 2012 tra panettoni e spumante, hanno passato il Capodanno aggredendo e rapinando passanti. Una scorribanda iniziata alle 19 del 31 e finita solo alle 8 del mattino dopo, quando sono incappati in un controlla della polizia. Un equipaggio infatti ha fermato un’utilitaria su cui viaggiavano quattro giovani pregiudicati, trovando una scacciacani, telefoni cellulari, macchine fotografiche e soldi, frutto di almeno quattro rapine. Sono così finiti in cella due italiani e un slavo residente in un campo nomadi. Ha invece evitato l’arresto il quarto amico, non riconosciuto dalle vittime.
La «banda di Capodanno» si era messa al «lavoro» già alle 19.30 fuori alla fermata di Molino Dorino dove i quattro hanno bloccato un ragazzo di 20 anni e gli hanno spianato una pistola sotto il naso. L’arma era una perfetta riproduzione di una semiautomatica calibro 9, in grado di ingannare anche un esperto, figuriamoci la vittima che senza fiatare ha consegnato soldi e cellulare. Dal quale i banditelli hanno estratto la sim per riconsegnarla al proprietario. Con la stessa tecnica i quattro hanno assaltato due diciottenni in via Monviso alle 5.20, un uomo di 54 anni in via McMahon alle 6.30 e due sedicenni in via Cola di Rienzo alle 7.
Quando alla centrale sono cominciate a piovere le segnalazione, sono partite le ricerche per fermare la banda. Fino a quando alle 8 un equipaggio della volante del commissariato Porta Genova diretto da Francesca Fusto, ha bloccato una Ford Fiesta vista sfrecciare tra via delle Forze Armate e via delle Legioni Romane. Alla guida Nazim Shaquin, 22 anni, residente nel campo sosta di via Novara. Il ragazzo ha dichiarato di essere minorenne, ma all’esame radiografico è risultato avere almeno 20 anni. Un breve perquisizione e dal doppio fondo del cruscotto spuntava la pistola, poi dimostratasi una riproduzione. A questo punto gli agenti hanno rovesciato l’auto, trovando soldi, sei cellulari e una macchina fotografica digitale. Il caso ha voluto che uno degli agenti, scorrendo le immagini in memoria, abbia riconosciuto un’amica di Pieve Emanuele. Una telefonata ha confermato che il figlio era stato rapinato e i quattro sono finiti in questura.
In via Fatebenefratelli i ragazzi sono stati identificati come Ludovico Altomare, 21 anni, di Lainate, Alessio Manigrossi, 18 anni di Settimo Milanese, Kenon Vunjao, 20 anni, anche lui residente al campo sosta di via Novara. Tutti hanno una lunga sfilza di precedenti, in particolare a carico di Altomare risulta anche una denuncia per maltrattamenti nei confronti di genitori e fratellino. Gli agenti hanno poi messo insieme le diverse denunce, arrivando ad attribuire alla banda i 4 colpi, anche se le vittima hanno riconosciuto tre banditi ma non Shaquiri, comunque denunciato perché irregolare.
Gli investigatori stanno ora esaminando altre due rapine commesse in via Novara e piazza Bolivar con identiche modalità. Infatti a fronte di un bottino di 230 euro denunciato dalle sei vittime, gli agenti hanno trovato in tasca ai quattro 850 euro. E la differenza potrebbe essere frutto di altri assalti compiuti dalla «banda di Capodanno».