Una notte al Grand hotel et de Milan nella stessa suite di Giuseppe Verdi

Il Grand hotel et de Milan, situato nella centralissima via Manzoni a pochi metri dal teatro alla Scala, ha ospitato nella sua lunga storia i volti più celebri di personalità della cultura e dell'arte.
Nelle sue stanze dormirono in molti, il più famoso è Giuseppe Verdi che vi soggiornò per molti lustri fino a quel 27 gennaio 1901 in cui morì. Nella stanza 306 il tenore Enrico Caruso registrò il primo disco a matrice piatta della storia della musica; nella 403 visse, lavorò e si spense l'artista futurista Medardo Rosso; la 405 ospitò la pittrice polacca Tamara de Lempicka che declinò le proposte sentimentali di Gabriele D'Annunzio di stanza alla 103, mentre Hemingway dopo la guerra soggiornò alla 303.
La lista di illustri ospiti non è finita: Luchino Visconti si installò nella 418, la Callas alla 114 e il ballerino Rudolf Nureyev occupò la 112 nella sua permanenza per le riprese di «Romeo e Giulietta».
Vittorio De Sica abitò nella 312 mentre il pittore «metafisico» Giorgio De Chirico visse nella 208 negli stessi anni in cui quei saloni furono solcati pure da Ardengo Soffici e René Magritte.
Oggi, quelle stanze sono rimaste come lo erano allora: visitarle è possibile, compatibilmente con le esigenze e gli ospiti dell’albergo. Se infatti sono libere è possibile chiedere di farsi accompagnare.
Tra le 101 cose da fare a Milano, c’è anche questo: dormire per una notte nella stanza che ospitò Giuseppe Verdi.