Una notte da incubo: legata al letto e rapinata a 89 anni

Due malviventi hanno sorpreso l’anziana nel sonno. La donna liberata la mattina dopo da una vicina

Nonostante gli 89 anni e le 12 ore legata al letto, in ospedale ha trovato la forza di chiedere la dentiera, per risultare in ordine come sempre. Una tempra d’acciaio dunque che neppure l’aggressione di due rapinatori mascherati nel cuore della notte è riuscita a piegare.
Nonna Niobe vive infatti sola all’ottavo piano di uno stabile eleganti in via Bartolo D’Alviano. Il marito, imprenditore, è morto qualche anno fa, il figlio Diego, 60 anni, ha preso in mani l’azienda in cui ora lavora il nipote Eugenio 30 anni. Con la famiglia si era preso qualche giorno di vacanza in Sardegna, senza scordarsi l’anziana mamma. L’altra sera le ha augurato la buona notte, poi l’ha chiamata anche ieri all’ora di pranzo. Senza ottenere risposta. Preoccupato ha chiesto a un’amica, che abita poco lontano, di andare a dare un’occhiata. La signora, ha suonato senza ottenere risposta. È salita, ha trovato la porta accostata, è entrata scoprendo così l’anziana a letto legata. Una volta liberata, la pensionata ha raccontato l’aggressione.
Erano circa le 2 di notte quando è stata svegliata da due uomini, forse giovani, forse italiani. Non sa dire bene perché hanno parlato pochissimo ed erano incapucciati. L’hanno legata mani e piedi con nastro da pacchi, cercando anche di imbavagliarla. Lei si è divincolata e i rapinatori hanno lasciato perdere. Poi hanno frugato nei cassetti, non toccando però praticamente nulla, nemmeno l’argenteria. Poi con le chiavi hanno aperto la cassaforte portando via circa 30mila euro in gioielli.
L’anziana è stata portata al San Carlo per i controlli del caso. Molto provata, ma senza fratture o ferite, nonostante nel tentativo di liberarsi sia casca dal letto, a parte qualche escoriazione alle mani. In ospedale si è subito ripresa tanto che ha chiesto la dentiera. "È una donna fortissima, autosufficiente e ha sempre tenuto molto e presentarsi in ordine" spiega infatti Marilena, un’amica di famiglia.
Nel frattempo la polizia avviava le indagini. I ladri sono andati a colpo sicuro, sapendo di trovare un donna anziana e sola e una cassaforte ben fornita. Non ci sono segni di effrazione al cancello, al portoncino e alla porta dell’appartamento. I banditi possono averli aperti con qualche "ferro del mestiere" ma c’è il dubbio avessero già le chiavi. Anche la cassaforte è stata aperta senza scasso. Ma non hanno usato le chiavi in possesso della signora. Proprio per rendere più difficile il "lavoro" a eventuali topi d’appartamento, erano infatti state nascoste accuratamente. E sono state poi ritrovate nel nascondiglio indicato dal figlio Diego alla polizia.
Insomma c’è qualcosa di più di un sospetto che i malviventi avessero tutti i doppioni a loro disposizione. Un caso che sembra fotocopia dell’aggressione che tre anni fa costò la vita al medico Marzio Colturani, soffocato dal bavaglio. In quell’occasione le chiavi erano state duplicate dalla domestica moldava.