La notte di Marina Doria

Visibilmente scossa e con il volto triste. Viene descritta così da alcuni dipendenti dell'Hotel Baglioni di Milano in cui alloggiava fino a ieri Marina Doria, la moglie di Vittorio Emanuele di Savoia. A darle la notizia, nel pomeriggio di due giorni fa, due poliziotti in borghese. Hanno dovuto aspettare che arrivassero i suoi quattro avvocati, perché la moglie del principe scendesse dalla suite in cui alloggiava. È insieme a loro che ha appreso dell'arresto del marito. Una notizia che «le ha tolto il sorriso, ma - sottolinea un dipendente che preferisce rimanere anonimo - la principessa non si è lasciata andare né a scenate, né a lacrime». Marina Doria si è appartata con gli avvocati nel bar dell'albergo: qui insieme hanno parlato fino alle quattro di mattina. «Un dialogo fisso e ininterrotto, la moglie di Vittorio Emanuele non si è mai alzata dal tavolo», riferisce il dipendente. Una notte agitata, si presume, quella per Marina Doria, accusata ieri da Maria Gabriella di Savoia, sorella di Vittorio Emanuele, di essere solo «interessata al denaro» e unica ragione della sua rovina. Per la cognata, infatti, Vittorio Emanuele si farebbe usare da Marina Doria, che deciderebbe ogni cosa. Parole pesanti che sembrerebbero aver scosso la «principessa» che è rimasta chiusa tutta la mattina nella sua stanza. Nel primo pomeriggio, poco prima delle 15, il suo autista è andato via con i bagagli. Dopo aver lasciato la stanza, Marina Doria non è uscita dall'ingresso principale dell'hotel.