Notte al museo e la cultura diventa svago

In città trenta opportunità con visite guidate, mostre e concerti. È un invito soprattutto per i giovani

Laura Sonzogni

Trasformare la cultura in attrazione e occasione di svago notturno: è questo l’obbiettivo dell’iniziativa della Regione Lombardia «Una notte al museo», alla sua seconda edizione dopo il successo dello scorso anno. Sabato prossimo 230 musei dislocati in più di 160 comuni comuni resteranno aperti in orari serali per offrire al pubblico un programma che spazia dalle visite guidate alla degustazione di prodotti tipici.
«È un importante momento di conoscenza del nostro patrimonio artistico - spiega l’assessore alle Culture, identità e autonomie della Regione Lombardia Massimo Zanello - grazie alla varietà e all’interesse delle proposte dei tantissimi musei lombardi che hanno aderito a questa serata speciale».
«L’iniziativa piace - continua Zanello -. Anche quest’anno i musei lombardi hanno raccolto l’opportunità con molta prontezza e una grande ricchezza di iniziative e programmi, per incontrare gusti e favori del pubblico e per creare una vivace competizione artistica e culturale che valorizzi le diverse realtà locali, mai abbastanza conosciute». Milano non manca all’appello e partecipa con trenta musei «sfidando» le Province di Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio, Varese e Bergamo, città pioniera in quest’iniziativa che ha ispirato la prima edizione regionale nel 2005.
L’invito è tagliato su misura per i più giovani, la componente maggioritaria nel popolo della notte, ma non solo: «Speriamo di riuscire ad avvicinare un pubblico nuovo e conoscere i suoi interessi» spiega Zanello. Per questo, sabato sera ai visitatori verrà distribuito un questionario per capire che cosa li abbia spinti verso un particolare museo, quale sia il livello di gradimento della proposta, come concluderanno la serata. Al questionario verrà anche accompagnato un dépliant con le «istruzioni per l’uso» del museo, un decalogo per sensibilizzare il pubblico abituale ed educare il nuovo ai comportamenti da adottare all’interno dei musei per non danneggiarne il patrimonio artistico.
Unico «neo» la mancanza dei musei statali, uno su tutti la Pinacoteca di Brera, già al centro delle cronache nelle scorse settimane per il «caso Mantegna»: «Ci rendiamo conto delle difficoltà organizzative, ma siamo qui per risolverle - dice Zanello -. La presenza dei musei statali farebbe bene alla cultura e sarebbe un’opportunità per rilanciare le grandi istituzioni statali che hanno opere significative». Ma l’offerta del capolugo meneghino resta comunque amplissima: mostre d’arte e fotografiche, visite guidate tra i tesori degli Sforza al Castello o al museo della Reggia di Palazzo Reale; percorsi teatrali, come quello allestito tra le sale del Museo di Milano; concerti alla Scala; viaggi tra le stelle al Planetario o «sott’acqua» al Civico Acquario. Il programma dettagliato è scaricabile sul sito www.culturalombardia.it. o consultabile sulla guida realizzata dalla Regione e reperibile presso le sedi territoriali della Regione, le province o gli stessi musei.