La notte del «Nautical Design Award»

Seconda edizione dei Nautical Design Awards, la manifestazione nata nel 2010 dal connubio tra il magazine Y&S e Adi (Associazione per il Disegno Industriale). Un riconoscimento «giovane» ma molto ambito dai cantieri, perché premia le eccellenze del nostro Paese che meglio hanno saputo coniugare il design con il mondo della nautica: a conferma che il valore di un prodotto - anche e soprattutto di uno yacht - è sempre più il connubio bello-funzionale.
A dare autorevolezza del premio, una giuria formata da una rosa di esperti scelti dall’Adi e da famosi armatori come Piersilvio Berlusconi, Matteo di Montezemolo, Remo Ruffini, Lamberto Vallarino Gancia, Gabriele Galateri di Genola. «Noi - dice Anton Francesco Albertoni, presidente Ucina - guardiamo con simpatia e interesse al premio di Adi-Y&S perché valuta con serietà e competenza uno degli elementi che fanno sempre più la differenza sul mercato internazionale, ossia il design. Mai come adesso i nostri cantieri sono impegnati nel realizzare yacht che oltre a navigare bene vantano uno styling esterno e interno apprezzato ovunque». Albertoni era presente anche al Miami Boat Show dove Y&S, Adi e Ice avevano consegnato i riconoscimenti Nda a quei cantieri che maggiormente si sono distinti a diffondere il made in Italy negli Usa. C’è uno stretto legame tra quell’evento e questo di Milano: il brand Italia è l’arma vincente soprattutto nei mercati emergenti per la nautica come quello brasiliano e cinese dove i nostri cantieri sono sempre più attivi e guadagnano quote di mercato. Ma veniamo ai vincitori dell’edizione 2011, usciti ciascuno da una rosa di cinque candidati, selezionati da Adi-Y&S: «Al di là del migliore di ogni categoria, colpisce la qualità generale delle barche e accessori che hanno partecipato al premio - commenta Marina Stella, direttore generale Ucina - e questo significa che nonostante il momento difficile per la nautica, gli operatori sono più che mai attenti a proporre modelli innovativi. Del resto, il rilancio non può che partire con nuove idee e rinnovata voglia di fare».
Nelle categorie yacht a motore sono stati premiati il Codecasa 42 metri Vintage (Interior design) che è piaciuto per l’aria sofisticata e marina oltre che per la sua funzionalità; il Prestige 500 (sino a 24 metri di lunghezza) che è stato considerato un esempio ben riuscito di design industriale - «non così diffuso nel settore nautico» - si legge nella motivazione); il Ferretti Custom Line 124’ (da 24 a 40 metri), valutato come un modello molto dinamico e aggressivo nonostante le dimensioni e la presenza di due ponti; il Benetti Nataly (oltre 40 metri) che ha incontrato il favore della giuria per la sua linea di ispirazione militare. Per gli yacht a vela, i migliori sono stati Beneteau Sense 50 (Interior design), innovativo nella distribuzione degli spazi; il Mylius 19e95 (sino a 24 metri), un progetto tutto italiano; il Southern Wind 94 Kiboko (oltre 24 metri) che ha convinto per l’attenzione al design in ogni dettaglio. Infine tre le categorie speciali dove si sono imposti l’Azimut Magellano 50 (yacht a basso impatto ambientale) come simbolo di quella tendenza green che sta interessando sempre più il settore; lo Zefira 50 (yacht costruito all’estero) segnalato per la grande eleganza unita alla funzionalità e l’asciugamano Sumi Gauze & Pile (accessori e tecnologie), premiato per la ricerca tecnica che la società Si Noj ha fatto sui materiali utilizzando cotone, rayon e polveri di carbonio. «Con questo premio - dice Luisa Bocchietto, presidente Adi - vogliamo comunicare che il design, in questo caso applicato alla nautica, non è qualcosa di astratto, di nicchia, riservato all’“utenza ricca”, ma rappresenta un sistema che riesce a rendere un oggetto più bello, funzionale e accessibile a tutti». Fino al 31 ottobre, infine, appassionati e curiosi potranno ritrovarsi a Milano (piazzetta Croce Rossa, più o meno a metà di via Manzoni) per la mostra con tutti i modellini delle barche premiate e l’accessorio vincente. Il modo migliore per toccare con mano l’eccellenza.