La notte nei vicoli Tanta gente, tanto alcol ma pochi controlli

(...) vale anche per chi consuma bevande alcoliche fuori dai pubblici esercizi. Le zone che sono state catalogate in questo divieto sono: piazza Caricamento, via di Sottoripa, piazza delle Erbe, piazza San Bernardo, salita Pollaioli, piazza della Commenda, via e piazza della Maddalena e l’area dell’Expo compresa tra l’Acquario e i magazzini del Cotone. Proprio le strade di chi «vicoleggia». La sanzione per i trasgressori va dai 25 ai 500 euro.
Ma questa ordinanza viene rispettata? Per capirlo abbiamo passato lo scorso venerdì notte in giro per i vicoli genovesi. Vivendo la movida, imbattendoci nelle migliaia di giovani che si fermano tra un locale ed un altro, che si incontrano e che consumano. Il nostro tour per i «caruggi» è iniziato da porta Soprana, punto di ritrovo per le compagnie che iniziano il loro viaggio nella città vecchia. La serata è calda, 17 gradi, e la voglia di entrare nei locali non è moltissima, così già alle 23 piazza delle Erbe è un muro umano, per passare devi strisciare tra le persone. Tutti ammassati a consumare allegramente: ma a consumare come? Apparentemente tutti con bicchieri in plastica: chi carichi di birre, chi con vari cocktail. Giusto il tempo di pensare a quanto sono diligenti i giovani genovesi pronti a rispettare le ordinanze della prof. Vincenzi che, ecco, spuntare due ragazzi con bottiglia di birra alla mano che passeggiano dalle Erbe verso Sarzano. Sembra un caso perché per un’altra mezz’ora buona non ci si accorge di infrazioni ma più passa il tempo e più le «anomalie» si fanno vedere. Salita Mascherona: bottiglie di Moretti da 66 abbandonate accanto alla facciata di un palazzo, via Canneto il lungo un gruppo di punkabbestia passeggia con lattine di birra in mano.
Chissà chi le vende queste bottiglie? Allora entriamo in qualche locale per chiedere se si possono avere birre in o o in lattina da... asporto. Chiediamo in un di Canneto il lungo che non ne vuole sapere: «C’è un divieto del sindaco che ci obbliga a dare consumazioni solo in bicchiere di plastica», «Ma anche se consumiamo all’interno del locale?», «Non siamo obbligati ma visto che non serviamo al tavolo preferiamo evitare problemi con persone che potrebbero uscire senza che ce ne rendiamo conto. Così abbiamo abolito il vetro».
Risaliamo verso via San Lorenzo per scendere nuovamente alle Erbe: qui ci sono anche i tavoli all’esterno. Proviamo con la stessa domanda: «Vorremmo due birre in bottiglia da portare via». Anche in questo caso ci rispondono picche. «Ragazzi non si può, te le metto nel bicchiere di plastica». Usciamo e tentiamo nel bar affianco. Ligio come il primo: «Se volete consumare nel vetro potete farlo sedendovi al tavolo qui fuori». Ordinanza rispettata anche qui, saliamo verso salita Sant’Agostino, dove si incontrano altre persone che consumano in vetro. Ai piedi della salita c’è una latteria. Da qualche parte dovranno pur arrivare vetro e lattine, ma anche qui niente. Ti servi dal frigo ma al momento di pagare ti fanno versare il contenuto nel bicchierone di plastica e gettare bottiglia o lattina nel contenitore interno al negozio.
Passate le due di notte di bottiglie ne trovi anche spaccate per terra, soprattutto scendendo verso il Porto Antico, anche in via San Lorenzo mentre sono già al lavoro squadre degli operatori ecologici di Amiu che spazzano i primi cocci. In tutto, tra bottiglie da bere e bevute ma abbandonate alle tre del mattino, ora in cui si decide di chiudere il tour ne conto ventitré. Magari neanche tantissime. Il fatto è che se fossimo stati agenti della polizia municipale avremmo potuto sanzionare ventitrè trasgressori. Ma in tutta la sera, girando tra le 22.30 e le 3 del mattino non ho incontrato nessun controllo. Insomma, l’ordinanza avrà anche avuto una certa efficacia, ma i trasgressori ci sono. I controlli no.