Notte in sacco a pelo per mettersi nei panni dei clochard

Li ha svegliati il parroco della chiesa di Santo Stefano. Accampati sul sagrato, non lasciavano passare i fedeli. In tutto erano 83: giovani determinati a provare per una notte cosa vuol dire fare il clochard.
Dopo la serata tra capoeira, il cabaret dei comici di Zelig Strangers e i canti popolari in piazza Santo Stefano, tutti a letto a mezzanotte. E poco importa se i denti non erano lavati, l’altra notte qualche piccola eccezione alla regola era concessa. Così dopo le ultime note di Nanni Svampa, i giovani temerari che hanno partecipato a «La notte dei senza dimora» hanno aperto i loro sacco a pelo e hanno chiuso gli occhi sperando di riuscire a dormire almeno un po’. Nonostante i rumori, il freddo e i lastroni gelidi.
«È stata un’esperienza interessante - racconta Gabriele, 37 anni, volontario di Insieme nelle Terre di mezzo - finché non si prova è impossibile da capire». La mattina seguente Gabriele si è alzato presto perché alle 9 lo attendeva un corso di formazione lungo tutto il giorno. «Ma una volta all’anno si può anche fare - scherza - dormirò domani».
Qualcuno ha violato il coprifuoco e ha continuato a suonare la chitarra ancora per un po’, «ma non hanno dato fastidio», racconta Marco Giorgi, presidente dell’associazione Insieme nelle Terre di Mezzo. «Per fortuna l’inverno ci ha graziati - sorride - le previsioni promettevano un gran freddo e invece io sono riuscito a dormire cinque ore di filato».
Le difficoltà maggiori? «Non avere uno spazio proprio - spiega Andrea - mi sentivo in balia di tutto, privo di certezze».
In disparte, nelle panchine dei giardinetti, c’erano anche i protagonisti veri della nottata. Quelli che sono privi di una casa tutte le sere dell’anno. L’altra sera almeno hanno potuto mangiare un pasto caldo: il minestrone offerto dai volontari de «La notte dei senza dimora».
Anche l’assessore ai servizi sociali Mariolina Moioli ha voluto essere presente: «Mi sembra un’ottima occasione per sensibilizzare la città - ha detto passando tra gli stand delle associazioni allestiti attorno alla piazza - anche se stiamo cercando di impegnarci sempre di più su questo fronte, c’è sempre bisogno di un grande impegno. Ci tenevo molto a partecipare, per salutare e far sentire a tutti che il Comune e qui in mezzo a loro».