Notti blindate? Quando Lobefaro disse no

Claudia Passa

Passi per l’eterno braccio di ferro fra residenti e commercianti, passi per l’aria di crisi nel centrosinistra, passi pure per le lotte intestine che nella Margherita capitolina stanno creando non poco imbarazzo. Ma, a proposito di imbarazzo, e a proposito di chiusura notturna della Ztl, c’è un documento negli archivi del I municipio che la dice assai lunga sui bizzarri canovacci del teatrino della politica. In questi giorni, infatti, il presidente Giuseppe Lobefaro si è proposto come paladino della quiete, difendendo a spada tratta la blindatura notturna del centro al costo di sfidare le ire di chi nel suo stesso partito è giunto a invocarne le dimissioni. Ma ciò che per politica e per ragion di immagine difficilmente ai cittadini verrà raccontato mai è che ben tre anni fa, quando il capogruppo della Lista Veltroni aveva proposto in consiglio quella stessa soluzione che oggi viene presentata come «l’uovo di Colombo», Lobefaro non aveva dato il suo voto favorevole.
Proprio così. Sulla proposta di attivare i varchi elettronici dalle 22,30 alle due della notte, formulata da Claudio Caterisano, il presidente si era astenuto. E non è tutto: approvata con i voti della maggioranza e grazie all’astensione costruttiva del centrodestra, la proposta innovativa – allora lo era per davvero – finì nel dimenticatoio non appena, giunta all’orecchio di Mario Di Carlo, oggi capogruppo della Margherita alla Regione Lazio e all’epoca assessore alla Mobilità della Giunta Veltroni, fu liquidata con un eloquente: «Non se ne parla nemmeno».
Se le associazioni di residenti avessero saputo che appena tre anni fa la Giunta Veltroni aveva bocciato l’attuale proposta Veltroni, e che Lobefaro, neo-paladino del centro blindato, non aveva dato il suo consenso alla proposta, chissà se avrebbero ugualmente speso parole di giubilo per la sperimentazione che prenderà il via fra pochi giorni. Di certo c’è che Caterisano, attualmente presidente del consiglio municipale, non ha alcuna intenzione di soprassedere sulla questione. E nella conferenza dei capigruppo svoltasi ieri non l’ha mandata a dire né ai Ds, accusati di cavalcare oggi una proposta di cui rivendica la paternità in tempi non sospetti, né tantomeno a Lobefaro, additato senza mezzi termini per aver «chiuso in un cassetto» quell’ordine del giorno del 16 maggio 2002, al quale peraltro il mini-sindaco del centro storico aveva negato il suo consenso. Insomma, se a leggere i giornali di questi giorni sembra che la Ztl by night sia creatura esclusiva della premiata ditta Lobefaro&Veltroni, una rilettura attenta degli atti consiliari racconta tutta un’altra storia. Di tutto questo i vertici del I municipio saranno chiamati a rispondere giovedì in un consiglio sul tema alla presenza dei cittadini, convocato su richiesta di Federico Mollicone (An) e Yuri Trombetti (Fi), convinti che «gli operatori e i cittadini avrebbero dovuto essere coinvolti prima, e non a cose fatte. Siamo critici sui tempi e sui modi di questo provvedimento – spiegano gli esponenti della Cdl -, ma non c’è nessuna preclusione ideologica nei confronti di una sperimentazione a tutela della residenzialità».
A Lobefaro sarà chiesto conto anche di quell’astensione sulla Ztl alla quale oggi, nonostante il profluvio di parole spese sull’argomento, significativamente non fa il minimo cenno. Anche perché, a giudicare dalle richieste di dimissioni provenute dal suo stesso partito, c’è un’altra battaglia che per lui si fa ogni giorno più difficile: quella della ricandidatura alla guida del centro storico. Blindato o meno che sia.