Le notti insonni di Kim Jong-il

L’ultimo dittatore veterocomunista, Kim Jong-il, 64 anni, non riesce a prendere sonno. La notizia, una delle rare provenienti dal quel grande gulag che è la Corea del Nord, non ci giunge clandestinamente, grazie a un samizdat che rivela essere il despota in preda agli incubi per il regime di terrore e miseria inflitto ai concittadini. No, ci giunge tramite il canale ufficiale dell’agenzia di stampa Kcna, cui la «cara guida» (così si fa chiamare il mostriciattolo, per metà Stalin, per metà Mao) annuncia di «non avere dormito bene neanche una notte» perché, dice, egli non può consentirsi di riposare come un comune mortale. Deve badare in prima persona ai destini del Paese, al benessere dei nordcoreani.
«Trascorro giorni e mesi a dirigere e organizzare, per questa ragione non chiudo occhio come vorrei», svela il dittatore. Il giornalista si guarda bene dal fargli notare che l’insonne conduzione degli affari di Stato e partito ha accentuato la corsa verso il baratro economico, l’isolamento internazionale. Il popolo è alla fame. Fonti occidentali sostengono che migliaia di bambini siano morti per mancanza di cibo. Il regime procede impassibile, si maschera da superpotenza bellica annunciando di possedere la bomba atomica, insulta con regolarità gli Stati Uniti, ma accetta dallo zio Sam navi cariche di generi alimentari.
Come in tutte le vecchie Repubbliche popolari e/o democratiche, i rappresentanti di stampa non contraddicono, prendono servizievolmente nota. E così la «cara guida», andata al potere non per volontà del popolo, ma per quella paterna (il padre Kim Il-sung importò il comunismo direttamente dall’Urss, dove Kim Jong-il è nato), ha dettato al compagno giornalista: «La gente è preoccupata per la mia salute, e vuole che riposi almeno un solo giorno, ma non me lo posso permettere, poiché temo che ciò rallenti l’attività della patria». Uno statista che non conosce la stanchezza? Non è proprio così. «Quando sono in auto - racconta il dittatore - mi concedo un sonnellino».
Quali sono i piani di Kim Jong-il per negoziati nucleari con Usa, Russia, Corea del Sud, Giappone e Cina? Per i missili venduti agli Stati canaglia? Per le riforme economiche, che Russia e Vietnam hanno accolto e lui ha finora respinto? Ci deve pensare. Nelle sue notti insonni. Nelle quali, riferiscono i servizi di spionaggio, guarda pornocassette (pare disponga di una collezione di 20mila video).