Novant’anni di Roma-Pantano, l’ora del restyling

La ferrovia Roma-Pantano (ex Roma-Fiuggi-Frosinone che via via ha perso chilometri di tracciato) festeggia i novant’anni di vita annunciando il necessario restyling.
«Con i 63 milioni di euro di finanziamento statale e stanziati dalla Regione - ha detto il presidente di Met.Ro. Stefano Bianchi - da gennaio verrà riammodernata la rete elettrica, saranno ampliati i binari e verrà realizzato un sistema semaforico integrato visto che sulla linea, soprattutto in corrispondenza di Porta Maggiore, Tor Pignattara e Pigneto ci sono molti attraversamenti a raso. In più acquisteremo nuovi convogli. Dal 2011 quando sarà operativa la nuova metro C, invece, il percorso del trenino si limiterà a Laziali-Torrenova». Per quanto riguarda il personale, eterno problema dell’azienda di trasporti non solo sulla Roma-Pantano ma anche sulle altre ferrovie ex-concesse, stanno per entrare in servizio tutti i nuovi macchinisti. «Sulla Roma-Pantano - ha proseguito Bianchi - ne abbiamo 30 in più da ottobre e quindi dovremmo essere al completo. Tra gennaio e la primavera prossima, poi, con 70 nuove assunzioni completeremo l’organico anche sulle altre linee».
Tutto rose e fiori, quindi? Purtroppo no. Sulla linea, come ammesso anche dal responsabile della linea Gaetano Barberio, permangono ritardi e corse saltate. A fronte di un aumento di un 44% di chilometri/vetture in più rispetto allo scorso anno (ma bisogna ricordare che dal 1° marzo con le sei nuove stazioni ci sono 5 chilometri di linea in più) e di una frequenza prevista ogni sei minuti la realtà è ben diversa. «Effettivamente abbiamo un problema con le percorrenze - le parole di Barberio -. Trenta semafori e 18 attraversamenti pedonali causano notevoli ritardi e disagi per gli utenti». Situazione critica, in particolar modo a Porta Maggiore dove i convogli devono superare 3 semafori e 2 attraversamenti tranviari tanto che, ultimo caso, dieci giorni fa il trenino è rimasto bloccato nel traffico per 3 ore e mezzo. Altri problemi a Torrenova e Alessi dove i pedoni utilizzano i camminamenti riservati al personale di Met.Ro. costringendo i macchinisti a rallentare la propria corsa. Vero nodo dolente della linea restano, secondo i manovratori, i tempi di percorrenza. «Vanno modificati - racconta uno di loro che preferisce l’anonimato - perché i treni partono già in ritardo. È impossibile rispettare i tempi. La dirigenza dovrebbe ammettere che ci vuole più tempo per percorrere tutta la tratta». Anche i nuovi lavori che dovrebbero cominciare a gennaio non li convincono. «Rimangono problemi strutturali da affrontare con investimenti consistenti - ha detto Antonio Pronestì, della segreteria nazionale del Sult -. Il nostro sindacato si è reso disponibile a un confronto serio ma si registrano ancora delle rigidità inspiegabili».